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giovedì 2 maggio 2013

Roseto: penultimo appuntamento con il John & Jazz


Roseto. Venerdì 03 Maggio 2013 alle ore 21,30, penultimo appuntamento della rassegna con la presenza di tanti giovani musicisti a conferma della vocazione impostata ormai da tre edizioni .
Domani sera un gruppo di musicisti che si sono già esibiti in passato al John & Jazz con formazioni diverse ed in una fase evolutiva che fa capire l’ottimo futuro verso cui sono proiettati.
Ad esibirsi il “Quartetto Terrestre” composto da Alessandro Fedrigo (basso acustico e composizioni);Giancarlo Bianchetti (chitarra);Achille Succi (clarinetti); Carlo Canevali (batteria).
Band Leader è Alessandro Fedrigo compositore delle musiche che vengono eseguite dal quartetto.
E' uno dei pochi specialisti del basso acustico o meglio chitarra basso acustica e l'attenzione per il suono è una delle caratteristiche di questo musicista che si è formato praticando il jazz elettronico mescolato alle performance multimediali.
Nel 2011 ha inciso per nusica.org un cd in solo basso di cui Steve Swallow ha scritto:
“I enjoyed listening to this cd very much. Alessandro seems to have developed an admirable command of the fretless bass, which is a real achievement, and I found many interesting ideas and concepts in his approach to solo performance. Congratulations”.
Laureato in jazz con 110 e lode presso il Conservatorio di Musica di Vicenza, all'inizio degli anni ’90 ha avuto modo di collaborare, con numerosi musicisti tra i quali : Francesco Bearzatti, Marco Tamburini, Tony Scott, Chris Hunter, Ferenc Nemeth, Robert Wyatt, Elliot Zigmund, Joerg Maria Zeger, Ben Monder, Samuel Rohrer, Amy Kohn, Elliott Sharp, Jimmy Weinstein.
Giancarlo Bianchetti alla chitarra acustica si è diplomato a pieni voti in chitarra presso il conservatorio "G.Frescobaldi" di Ferrara con il M°Leonardo De Angelis.
Dai primi anni ‘90 svolge una intensa attività concertistica che lo porta a con Steve Grossman, Tony Scott, Marco Tamburini, Ares Tavolazzi e Tullio De Piscopo.
Dal '95 fa parte del gruppo che accompagna il cantautore Vinicio Capossela, con cui registra tre CD: "Il Ballo di S.Vito", "Live in Volvo", "Canzoni a Manovella".
Collabora con Paola Turci, Paolo Conte, Francesco Guccini e Marco Ferradini.
Achille Succi, sassofonista, clarinettista nato a Modena nel 1971.
Prevalentemente autodidatta, si è perfezionato a Siena Jazz e ai Masterclass tenuti da D.Liebman, oltre ad avere ottenuto borse di studio che gli hanno fatto frequentare il Berklee College of Music di Boston e il conservatorio ritmico di Copenhagen.
Achille Succi prende parte a numerosi progetti speciali, tra i quali l’ “Othello Suite” di Uri Caine, “Circulez!” di Louis Sclavis, “Urban Raga” di Paolino Dalla Porta, con Pierre Dorge e la sua "New Jungle Orchestra", Garrison Fewell e la sua "Variable Sound Density Orchestra", "Tryptique" con Umberto Petrin e Giovanni Falzone, "P.Centauri Orchestra" di Giorgio Gaslini e "Eleven" di Franco D'Andrea.
Come leader Achille Succi ha al suo attivo due CD,“Shiva’s dance” e “Terra”, e insieme a Fabrizio Puglisi e Alberto Capelli ha fondato il gruppo "Atman”, con il quale si è esibito insieme a Ab Baars e Ernst Rejiseger.
Carlo Canevali è un batterista jazz che in un lungo percorso di crescita espressiva ed estetica ha collaborato con Kenny Wheeler, David Samuels, Stefano Battaglia, Franco D’Andrea, Furio Di Castri ed Henry Threadgill .
Questo gli ha permesso di approdare ad una coscienza profonda del suono degli strumenti a percussione ed è per questo che ascoltarlo è come avventurarsi in uno spazio molto ampio nel quale suona note dai colori intensi, talvolta violenti, asimmetrici, fluidi, ricchi di virtuosismo o sottili trame ritmiche appena percettibili.
L’incontro con la batteria, avvenuto all’età di nove anni, fa seguito un intenso percorso di studi che lo porta ad affrontare la lezione dei grandi maestri del jazz classico come Max Roach, Art Blakey e Philly Jo Jones.
Approfondisce gli stili di Tony Williams, Peter Erskine e Jack De Johnette approdando infine alle atmosfere più aperte di Paul Motian, Jon Christensen e Tony Oxley.
Il suo tratto è aver saputo portare questo background all’estetica del jazz europeo, creando un ponte tra suono digitale e acustico, supportando quest’ultimo con un drumset inconsueto in cui compaiono oggetti non convenzionali definiti “strumenti musicali a percussione”.
La sua esperienza lo ha portato a dare vita ad un’etichetta, la nBn records, attorno alla quale si sono radunati artisti uniti dalla volontà di diffondere l’estetica di una musica più vicina al gusto contemporaneo.

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