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venerdì 7 marzo 2014

Rapporto Istat/19: Finanza Pubblica

Ultimo appuntamento con il rapporto Istat chiamato “Noi, Italia”. Giunto alla sesta edizione, “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.
Il prodotto arricchisce l’ampia e articolata produzione dell’Istat attraverso la proposta di 120 indicatori, raccolti in 19 settori, che spaziano dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, alle condizioni economiche delle famiglie, alle infrastrutture, alla finanza pubblica, all’ambiente, alle tecnologie e all’innovazione. Oggi ci occuperemo di Finanza Pubblica.
Nel 2012 in Europa si registra un generalizzato miglioramento dei saldi e delle dinamiche dei conti pubblici, per effetto delle misure di contenimento della spesa pubblica adottate dai vari governi. L’Italia si colloca al primo posto, insieme alla Germania, tra i paesi dell’Uem per saldo primario (indebitamento netto esclusi gli interessi passivi), al sesto posto relativamente all’incidenza dell’indebitamento netto.
L’Italia si conferma tra i paesi dell’Ue con un elevato rapporto debito/Pil. Nel 2012 questo rapporto si attesta al 127 per cento, valore inferiore solamente a quello della Grecia. L’aumento rispetto al 2011 è di oltre 6 punti percentuali, più del doppio di quanto sperimentato in media dai paesi europei.
La pressione fiscale sale al 44,1 per cento, 3,6 punti percentuali in più rispetto a quella media Ue27. Il dato italiano è risultato complessivamente in linea con la media degli altri paesi europei fino al 2005, per poi distanziarsi segnando valori più elevati.
La Pubblica amministrazione italiana spende poco più di 13 mila euro per abitante, un valore leggermente superiore a quello medio dell’Ue27, ma ancora inferiore a quello delle principali economie dell’Unione. A livello territoriale, la spesa statale regionalizzata del Centro-Nord si conferma sistematicamente superiore a quella del Mezzogiorno.

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