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lunedì 3 febbraio 2014

Chiodi risponde alla Cgil :”la nomina di Rolleri non è illegitima”

La nomina del Direttore della Asl di Teramo, Paolo Rolleri non è illegittima, in quanto non ha svolto incarichi in enti di diritto privato regolati o finanziati dal Servizio sanitario regionale della Regione Abruzzo, ma dal novembre 2011 ad aprile 2013 è stato Direttore Generale dell'Istituto di Ricerca e Cura a carattere Scientifico San Raffaele Pisana di Roma". Lo ha detto il Commissario Gianni Chiodi per rispondere al segretario provinciale della CGIL Funzione Pubblica, Amedeo Marcattili. "Vorrei rassicurare - conclude Chiodi - che nella nostra regione si applicano eccome le leggi dello Stato; infatti è stata acquisita, prima della nomina, dal Dott. Rolleri, la dichiarazione di insussistenza delle cause di inconferibilità indicate nell'art. 5 del D.Lgs. n. 39/2013 e quindi non sussistono impedimenti per ricoprire tale incarico.

martedì 28 gennaio 2014

Basciano: stato di agitazione alla Golden Lady

Basciano. Proclamato lo stati di agitazione allo stabilimento Golden Lady. La Cgil spiega “nell’incontro del 22 gennaio l’azienda aveva avanzato la possibilita’ di rivedere l’assetto produttivo e occupazionale concordato nel precedente piano industriale. E’ diffuso il convincimento che la Golden Lady sia impegnata in un processo organico di ridimensionamento degli assetti produttivi insostenibili ed inaccettabili”.
I sindacati ritengono insostenibile qualsiasi confronto che non parta dal mantenimento degli assetti occupazionali in essere. “Oggi, in un territorio come quello teramano, nel quale la crisi ha colpito duramente il mondo del lavoro con forti riduzione occupazionali e di reddito – affermano le organizzazioni sindacali – solo immaginare che una realtà come quella di Basciano, dove lavorano ancora circa 400 lavoratori, potrebbe conoscere ulteriori problemi, e’ un’ipotesi che avrebbe conseguenze sociali drammatiche”. Lavoratori e sindacati si dicono certi “che il gruppo industriale Golden Lady abbia ancora le capacita’ imprenditoriali, commerciali e culturali per impedire questo rischio”.

mercoledì 24 luglio 2013

Tagliato il Servizio di Allergologia a Giulianova. La Cgil non ci sta


Sparisce dall’atto aziendale della Asl di Teramo, il Servizio di Allergologia da sempre fiore all’occhiello dell’ospedale civile di Giulianova. Lo denuncia la Fp Cgil. “Circa tredicimila prestazioni annue, di cui tantissime provenienti da altre asl ed altre regioni, quindi mobilità attiva con notevoli incrementi degli introiti per le casse della stessa Asl Teramo, non potranno più essere effettuate a Giulianova, se la Regione darà l’ok al piano di riordino proposto dal direttore generale, Giustino Varrassi. Gli utenti andranno a Pescara (visto che viene tagliato anche il servizio dell’ospedale di Atri), andranno a San Benedetto del Tronto (tutta la zona costiera e bassa della Val Vibrata), andranno ad Ascoli Piceno (tutta la zona dell’alta Vibrata). Sono soldi – conclude il sindacato – che la Asl pagherà di mobilità passiva. (AGEA)

mercoledì 26 dicembre 2012

Lavoro: Allarme CGIL. Migliaia di precari a rischio


Centinaia di migliaia di lavoratori precari rischiano il posto di lavoro alla scadenza del contratto in occasione della fine dell'anno. Secondo quanto sostenuto dalla Nidil Cgil, il sindacato di categoria dei lavoratori atipici, la riforma Fornero potrebbe influenzare le scelte delle aziende verso il non rinnovo o, ancora peggio, verso forme di lavoro precario che tutelano ancora meno, come la partita Iva o i voucher, quei buoni che il datore acquista dall'Inps e che il lavoratore, una volta ricevuti, può riscattare alla posta.
Il sindacato ha dato vita all'iniziativa 'Capodanno 2013 - Non restare da solo' attraverso la quale sta assistendo tutti quei lavoratori con il contratto in scadenza. L'Istat ha stimato nel terzo trimestre dell'anno circa 430.000 collaboratori, con co.co.pro e co.co.co. Nel 2011, aveva calcolato l'istituto di statistica nazionale, i collaboratori totali erano quasi 1,5 milioni.
(Fonte: ADNKRONOS)

venerdì 12 ottobre 2012

Articolo 18: costituito il comitato referendario provinciale


Il 13 ottobre inizierà la campagna di raccolta firme per i referendum sul lavoro. Anche nella provincia di Teramo è stato costituito il comitato referendario provinciale “lotto per il diciotto” da: Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori, Lega dei Socialisti, ALBA e la FIOM-CGIL.
“È nostra intenzione riportare i diritti del lavoro al centro dell'agenda politica-spiegano gli organizzatori- ed opporci alle politiche del Governo Monti. Le politiche liberiste del Governo Monti-Fornero stanno facendo pagare il costo della crisi finanziaria alle lavoratrici e ai lavoratori, agevolando banche e multinazionali e penalizzando le classi più deboli togliendo diritti e tutele. Tutto ciò non risolleva le sorti del paese, piuttosto peggiora la situazione economica. In Italia è in forte aumento il numero dei disoccupati, che ha superato i 2 milioni, a questo corrisponde un drastico abbassamento dei salari, tra i più bassi d'Europa, e un forte aumento del lavoro precario (quasi del 50% in 15 anni!)”.
La situazione in Abruzzo non è che un riflesso immediato di quella nazionale: la disoccupazione è aumentata del 3% in un anno e le ore di cassa integrazione sono aumentate di 2.400.000 unità. In questo quadro desolante la Provincia di Teramo detiene il record regionale, con un aumento di oltre il 30% delle ore di cassa integrazione richieste in un solo anno.
“La disoccupazione abruzzese- continuano gli organizzatori- ben al di sopra della media nazionale, colpisce ferocemente soprattutto i giovani tra i 15 e i 24 anni e tale situazione non può che peggiorare, a causa della miopia di una giunta regionale al collasso e del tutto incapace di porre rimedio. Ciò priva la vita dei lavoratori di qualsiasi progettualità e cancella di fatto ogni sicurezza.
Con la manomissione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, compiuta dal ministro Fornero e approvata da PD, PDL e UDC, anche chi è occupato a tempo indeterminato è ora nuovamente gettato in uno stato di grave incertezza e, senza più tutele, potrebbe perdere il proprio lavoro da un giorno all'altro”.
“La recente riforma del mercato del lavoro messa a punto dal "tecnico" Governo Monti- concludono gli organizzatori- di fatto, abolisce le garanzie contro il licenziamento senza giusta causa previste dall'articolo 18, e pone il lavoratore in uno stato di subalternità e incertezza.
L'articolo 8 della precedente manovra finanziaria del Governo Berlusconi invece, dando la possibilità alle aziende di derogare ai contratti collettivi nazionali, mina la libertà dei lavoratori e accresce fortemente l'arbitrio dei padroni persino contro la legge! Per questi motivi come forze politiche e sindacali proporremo nei prossimi mesi un referendum popolare per il ripristino dell'art. 18 e l'abolizione dell'art. 8”.

venerdì 13 luglio 2012

Teramo Lavoro: Catarra rassicura Cisl e Cgil


Martedì prossimo sarà approvata la delibera di Giunta con la quale, ratificando l’accordo sottoscritto con i sindacati e preso atto della copertura finanziaria, si procederà a dare mandato ai dirigenti per la stesura dei disciplinari e, quindi, alla riassunzione di tutti i dipendenti della Teramo Lavoro fino al 31 dicembre ad orario pieno.
Questo pomeriggio il presidente Catarra, unitamente all’assessore alle Politiche del Lavoro, Eva Guardiani e con la partecipazione dell’amministratore delegato della Teramo Lavoro, Venanzio Cretarola ha confermato ai rappresentanti della Funzione pubblica della Cisl e Cgil che l’ente sta procedendo nell’attuazione dell’accordo sottoscritto due settimane fa e che “si possa ragionevolmente ritenere che entro fine mese si possa procedere con il riassorbimento del personale”.
L’incontro era stato chiesto dalla Cisl e dalla Cgil preoccupati di verificare lo stato dell’arte anche alla luce delle iniziative assunte dal segretario della funzione pubblica della Uil, Alfiero Di Giammartino e dalle prese di posizione dell’ente.
“Abbiamo stigmatizzato ufficialmente un comportamente che ci è parso inappropriato, visto l’accordo sottoscritto e il programma che ci siamo dati, ma questo non cambia assolutamente nulla rispetto alle nostre intenzioni e ai nostri impegni – ha dichiarato il Presidente – aspettiamo tutti con ansia il decreto del 17 luglio che dovrebbe dettare i tempi e i modi di accorpamento delle Province ma anche questo, al momento, non incide sulle decisioni assunte”.
Catarra ha anche spiegato che sono state compiute le opportune verifiche rispetto ai fondi necessari alla copertura finanziaria, soprattutto per i lavoratori pagati con il Fondo sociale Europeo: “Riusciamo ad arrivare sicuramente fino a dicembre, se fosse necessario possiamo integrare la piccola parte che serve con fondi propri dell’ente. Siamo fiduciosi, considerate le numerose attività poste in essere dai settori coinvolti, di poter chiudere presto anche la partita della rendicontanzione dei Fondi Europei”.
Monia Pecorale e Fabio Benintendi, rispettivamente della Cgil e della Cisl, hanno anche chiesto chiarimenti rispetto all’avviso pubblicato sul sito dell’ente in data odierna – a seguito di una determina a firma dalla dirigente del settore lavoro – per la ricerca di “costituzione di una long list di esperti per le azioni finanziate dal F.S.E .
Il presidente Catarra ha chiarito di non esserne a conoscenza ma, ha specificato: “Ritengo debba essere ritirata anche perché l’applicazione dell’accordo rende superflua ogni altra iniziativa”.

mercoledì 27 giugno 2012

Rifondazione Comunista in piazza con la CGIL contro la riforma del mercato del lavoro


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della federazione Provinciale di Teramo di Rifondazione Comunista.
“Questa mattina il Partito della Rifondazione Comunista ha partecipato anche a Teramo, come nel resto d'Italia, ai presidi della CGIL contro il disegno Fornero di riforma del mercato del lavoro.Noi siamo da sempre in prima linea a difesa dei lavoratoti e per la salvaguardia dei diritti sul lavoro. Con il sostanziale svuotamento dell'art.18 dello Statuto, si chiude una parabola che ha abbracciato quattro decenni all'insegna della garanzia della dignità del lavoro.
Con l'art.18 prevedente, in caso di licenziamento arbitrario, la reintegra nel posto di lavoro, il lavoratore poteva esercitare con tranquillità - durante il rapporto - tutti i suoi diritti, legali e contrattuali, perché la legge imponeva al datore di giustificare lui, a pena di annullamento, l'eventuale licenziamento che volesse intimargli, indipendentemente dalla possibilità del lavoratore di dare la difficilissima prova di una volontà di rappresaglia contro l'esercizio di quei diritti.
Ora l'art.18 come norma antiricatto è nella sostanza venuta meno e quindi si realizza il disegno di poter contare su uno strumento sicuro di dominio, costituito dalla minaccia sempre incombente sul lavoratore di licenziamento, giustificato o meno. Ledendo così le fondamentali regole democratiche del paese. La nostra repubblica, come recita la costituzione, è una “Repubblica democratica, fondata sul lavoro” perchè, continua con l'Art.3, “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”Con la controriforma del lavoro il governo ripristina quegli “ostacoli” di cui parla l'articolo 3 della nostra Costituzione; tutto ciò avviene dopo aver messo alla disperazione decine di migliaia di persone con la manomissione del sistema pensionistico.
Oggi il parlamento -con l'appoggio del PD- si appresta a votare, per l'ennesima volta, una manovra che toglie diritti, soldi e democrazia ai ceti deboli in favore delle classi forti e padronali. Ci troviamo quindi alla conclusione del “lavoro sporco” affidatogli «a tempo» dai ceti dominanti.
Il Partito della Rifondazione Comunista a Teramo e in tutti i suoi livelli -oggi più che mai- continua la lotta, siamo a disposizione di qualsiasi azione politica che vogliono intraprendere i lavoratori, cittadini, associazioni sociali e culturali ancora consapevoli dell'importanza per il nostro Paese di norme di salvaguardia della dignità del lavoro e di garanzia di civile convivenza, inclusa una sua abrogazione anche referendaria, magari assieme all'altra mostruosità dell'art.8”.