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venerdì 1 febbraio 2013

La Guardia Costiera traccia un bilancio del 2012


E’ stato un anno particolarmente intenso quello appena trascorso per i militari della Guardia Costiera di Giulianova. Infatti, i dati relativi all’attività complessivamente posta in essere nell’anno 2012, da parte del personale in servizio presso l’Ufficio Circondariale Marittimo di Giulianova e nei Comandi dipendenti rientranti nella sua giurisdizione (la cui competenza si estende dalla sponda nord del fiume Piomba alla sponda sud del fiume Tronto, comprendendo gli Uffici Locali Marittimi di Silvi, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto e Martinsicuro) si possono racchiudere secondo le seguenti linee di attività.
Nell’ambito dell’attività S.A.R. di Ricerca e Soccorso a tutela e salvaguardia della vita umana in mare, a differenza di quanto accadeva in passato, oggi come non mai tra i fruitori del mare è tangibile una maggiore consapevolezza di quelle che sono le problematiche connesse all’“ambiente mare” sotto tutti i suoi profili. Numerose sono state, infatti, le segnalazioni di situazioni manifestamente pericolose o supposte tali effettuate attraverso il recapito telefonico di emergenza in mare “1530” e repentina è stata, in ogni circostanza, la risposta dei militari della Guardia Costiera di Giulianova.
Imponente è stata l’opportuna azione di prevenzione ed informazione a tutela dei bagnanti e degli utenti del mare in genere, posta in essere soprattutto durante la stagione estiva con l’Operazione “Mare Sicuro”.
Grazie all’impiego di n.1 motovedetta classe 800 e di 2 battelli pneumatici, che hanno garantito la copertura operativa dell’intero litorale di giurisdizione percorrendo circa 2.200 miglia nautiche, è stato prestato soccorso a 10 imbarcazioni in difficoltà ed assistenza a 17 persone, alcune di esse in imminente pericolo di vita.
L’attività di Polizia Marittima, invece, ha fatto registrare numeri importanti a cominciare dai controlli effettuati a tutela dell’ambiente ed a finire a quelli a tutela del consumatore soprattutto nei confronti delle frodi alimentari sul pescato: in questo caso, il senso dei controlli effettuati è stato mirato essenzialmente a bloccare e verificare il rispetto delle normative nazionali ed europee in materia di cattura, commercializzazione, somministrazione e detenzione dei prodotti della pesca.

Pertanto, su un totale di n. 2.754 controlli, circa ¼ di essi ossia n. 728 vertono in materia di pesca, mentre la restante porzione dei controlli riguarda l’osservanza delle norme in materia di navigazione da diporto e di sicurezza della balneazione, nonché quelle concernenti gli aspetti ambientali-demaniali, a fronte di n. 238 sanzioni amministrative di cui ben la metà nei confronti di coloro, a vario titolo, esercitano attività lungo la filiera della pesca. Sono state deferite all’Autorità Giudiziaria n. 12 persone, per un totale di n. 11 Notizie di Reato. Il dato più rilevante è sicuramente quello relativo al quantitativo di prodotto ittico sequestrato che ammonta a quasi 6 tonnellate e mezzo con n. 35 attrezzi da pesca sequestrati.
In tale ultimo contesto, le condotte maggiormente sanzionate sono la frode in commercio, ossia la vendita di un prodotto ittico aventi “l’origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita”, la tracciabilità dei prodotti ittici privi di qualsiasi documentazione circa la loro origine o provenienza, l’etichettatura, la vendita di prodotti scaduti, la pesca effettuata in zone e tempi vietati, la pesca abusiva di specie ittiche pregiate quali il tonno rosso.
In particolare, solo nell’ambito dell’operazione denominata “Mekong”, organizzata a livello nazionale dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e coordinata a livello regionale dalla Direzione Marittima di Pescara, nello scorso periodo natalizio compreso dal 10 al 28 dicembre, il personale ha eseguito 129 controlli, elevando 22 sanzioni amministrative e procedendo a sequestrare oltre 2 tonnellate e mezzo di prodotto ittico sequestrato, in quanto catturato, detenuto o commercializzato in violazione della normativa vigente. Giova sottolineare che tale attività di controllo in materia di pesca viene effettuata dai militari del Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera, designata quale Autorità Nazionale di Controllo della pesca, sulla base di specifica delega del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e viene svolta allo scopo precipuo di prevenire qualsiasi tipo di attività illecita in ossequio a ragioni di natura economica, ambientale, internazionale e di tutela del consumatore.
Il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo, Tenente di Vascello Sandro PEZZUTO, commenta positivamente i lusinghieri dati registratisi in quest’ultimo anno e esprime la viva raccomandazione (che vale non solo per la stagione estiva ma per tutto l’arco dell’anno) per tutti di informarsi, sempre e costantemente, prima di intraprendere qualsiasi tipo di attività diportistica, balneare, sportiva o professionale, per evitare che il proprio comportamento irrispettoso delle norme ed imprudente possa essere causa di pericolo sia per la propria vita sia per quella degli altri. Parimenti, è di fondamentale importanza l’opera di sensibilizzazione nei confronti di quanti siano testimoni di attività illecite perpetrate a danno della pesca e dell’ambiente marino, in generale, a segnalare tempestivamente eventuale notizia/elemento, che possa essere utile per consentire una più efficace attività di contrasto.

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