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sabato 19 ottobre 2013

Il Mago di Oz in scena a Teramo


Domenica 20 Ottobre 2013 alle ore 17.00 presso l'Auditorium S. Carlo, Museo Archeologico F. Savini di Teramo si terrà l'anteprima nazionale dello spettacolo teatrale per bambini dal titolo Il mago di Oz, della Compagnia dei Teatri de le Rùe.
Lo spettacolo è rappresentato dagli Attori della Compagnia Mara Di Giammatteo, Valentina D’Angelo e Giovanni Avolio che ne firma l’ideazione e la regia, e, prendendo liberamente spunto dall'omonimo romanzo di F. Baum pietra miliare della letteratura americana, coniuga tanti linguaggi espressivi: dal teatro di figura al teatro danza, dalla clownerie al teatro di prosa e di narrazione, mescolando insieme filastrocche, racconti, dialoghi e incantesimi per un viaggio ritmato e denso di emozioni, stupori. Il mago di Oz racconterà il meraviglioso viaggio di Dorothy che, con i suoi amici indimenticabili - lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Codardo - attraverserà il regno di Oz, tra maghi e streghe, cercando di tornare nella sua dolcissima casa.
Lo spettacolo sarà il primo dei due appuntamenti della piccola rassegna Bios Teatro, rassegna di teatro-ragazzi e per famiglie, ideata dai Teatri de le Rùe e nata con l’intento di creare momenti e luoghi di condivisione tra genitori e bambini per passare insieme una domenica pomeriggio a teatro; dopo lo spettacolo verrà servita una biomerenda a cura dei Produttori affiliati al Gruppo di Acquisto Solidale Oltrefrontiera di Teramo e che da anni sono impegnati per migliorare la nostra agricoltura, allevamenti ed alimentazione con coltivazioni sane per la nostra vita e per il nostro organismo.
Il progetto è sostenuto dal Comune di Teramo e ospitato nella prestigiosa Sala S.Carlo e dalla Fondazione Tercas, che ha inserito Bios Teatro nella programmazione del Cartellone Unico 2013-14. Il secondo appuntamento che si terrà il 10 Novembre 2013 alle ore 17 prevederà la rappresentazione teatrale Le leggende della montagna addormentata dei Teatri de le Rùe con musica dal vivo a cura della Compagnia di Musica e Canto Popolari Il Passagallo, preceduto dalla presentazione dell'omonimo libro per l'infanzia di Maria Rosa De' Svaldi alle ore 16.

sabato 13 luglio 2013

Rocca Santa Maria: primo appuntamento del progetto Orti Aperti


Domenica 14 Luglio 2013 dalle ore 15.30, a Paranesi frazione di Rocca Santa Maria si inaugurerà il progetto Orti Aperti, piccolo festival itinerante negli orti, antichi e nuovi, privati e pubblici, e con la peculiarità di trasformarsi per un giorno palcoscenico aperto tra le coltivazioni per spettacoli teatrali, incontri con esperti sulle coltivazioni biologiche ed antiche, sinergiche e urbane, in uno scambio reciproco di saperi e sapori legati ai prodotti della terra che ci ospita.
Il progetto è stato realizzato dalla compagnia Teatri de le Rùe, con la collaborazione del Gruppo Acquisto Solidale Oltrefrontiera
“Sporcarsi le mani, conoscere i semi, quando e come piantarli, curare il terreno per mantenerlo fertile e ordinato, l’orto è uno spazio sacro che offre bellezza ed anima alle case abitate e nutrimento ai suoi abitato Aprire gli orti significa innanzitutto Ospitare nella propria casa, offrire il miglior palcoscenico della vita dell’uomo, creato mischiando gli elementi della natura al sudore della fatica, della lotta e della gioia del lavoro quotidiano, proprio come fa in teatro e con disciplina ogni giorno ogni buon attore. In questo incontro con il lavoro quotidiano il teatro si sposta in un luogo naturale come contenitore di espressioni artistiche, e di principi naturali di vita”.

domenica 7 aprile 2013

Teatro: Seminari di formazione sulla montagna del Gran Sasso a cura dei Teatri de le rùe


Comunicate le date dei seminari che apriranno la formazione alla 4° Edizione della Residenza Teatrale creata dai Teatri de le rùe sulla montagna del Gran Sasso. Gli incontri come ogni anno prevedono la presenza di registi, attori e professionisti nazionali dello spettacolo.
Gli appuntamenti aperti a chiunque interessato a sperimentare un lavoro teatrale, e chi professionista intende approfondire gli argomenti che si tratteranno si suddivideranno in 3 momenti dedicati alla trasmissione del canto e del teatro come rituale di relazione e convivialità, al teatro di narrazione con particolare attenzione verso il cunto siciliano, e per i più piccoli un laboratorio artistico e di cinema d’animazione.
Gli argomenti ruoteranno intorno alla tematica del brigantaggio e della figura del ribelle nelle società rurali-montane.
Come ogni anno, i partecipanti ai seminari saranno invitati a proseguire la ricerca con i Teatri de le Rùe nel montaggio e partecipazione diretta allo spettacolo finale che si terrà in agosto itinerante nel borgo di Pietracamela.


venerdì 17 agosto 2012

Del Camminar Errante


La Compagnia di teatro-danza TEATRI de le Rùe presenta la 3° Edizione di Residenza Teatrale “Una valigia piena di parole” sulla montagna del Gran Sasso, con gli spettacoli finali dal titolo DEL CAMMINAR ERRANTE.
Il progetto di ricerca e messa in scena teatrale si svolge tra i boschi ed i borghi di Pietracamela ed Intermesoli (TE), dal periodo di Giugno fino ad Agosto di ogni anno.
L’evento qui proposto vuole essere la continuità di un progetto già intrapreso da due anni con grande successo e volto a crescere come esperienza formativa in campo artistico e teatrale, coinvolgendo sempre più le risorse culturali e sociali del luogo e soprattutto del suo ambiente naturale.
“Un viaggio di mille chilometri inizia sempre con un passo”, così scriveva Lao Tse, così camminando sui sentieri della nostra montagna si è lavorato sulla tematica “dell’erranza” dei lunghi viaggi a piedi, degli spostamenti fisici da un luogo ad un altro, per costrizione, per lavoro, per necessità, per isolamento o per ritrovare un contatto con se stessi.
In questo viaggio abbiamo raccolto testimonianze di cammini a piedi: dai racconti dei nostri Nonni e Pastori transumanti, dagli stornelli alle letture epiche che usavano recitare a memoria negli stazzi, dal racconto dell’Ebreo Errante, fino alle Metamorfosi di Ovidio.
Filo d’unione sono i canti, che segnavano da sempre e in ogni popolazione il percorso e la direzione del proprio viaggio, per evasione o per sconfinamento, come mappatura mnemonica per ritrovare la strada di ritorno a casa.
Si racconterà di come l’atto del camminare è ancora legato alla propria sussistenza e di come tracciando a piedi il proprio cammino si possano ancora unire differenti popoli, saperi e pensieri.
Camminare significa aprirsi al mondo”, così scriveva David Le Breton, messaggio che i Teatri de le Rùe adottano nella loro ricerca, condividendolo con il proprio pubblico in un palcoscenico aperto dove le diverse esperienze, i propri bagagli culturali e le proprie abilità artigianali possano sopravvivere e trovare incoraggiamento ad esistere e non abbandonare angoli così ricchi di storia e natura, come la montagna del Gran Sasso.

Programma

18 Agosto:

· Ore 20,30
Piazza S. Rocco, Intermesoli

Ritrovo partecipanti e partenza con la carovana di Attori e Musicisti dei Teatri de la Rùe per lo Spettacolo itinerante nei vicoli e boschi del paese:
Del Camminar Errante 1°Parte

· Ore 21,30
A fine spettacolo Cena Sociale del Pellegrino, Circolo Acli di Intermesoli.
Per Prenotazioni: tel. 333.2777846 - 377.4928991

19 Agosto :

· Ore 18,00
Piazza degli Eroi, Pietracamela
Incontro aperto al pubblico
Dopo il saluto del Sindaco di Pietracamela Antonio Di Giustino, La Compagnia dei teatri de la Rùe incontra il pubblico raccontando della ricerca tematica ed artistica della residenza teatrale 2012.
Ospiti dell'incontro la Ricercatrice Etnografica la Dott.ssa Adriana Gandolfi e i registi Alessio Tessitore ed Isabella Micati che introdurranno la proiezione del documentario "Se vi piace ascoltare.Francesco Giuliani, pastore" Selezionato dal Trentro Film Festival 2011.

· Ore 20,30
Ritrovo partecipanti in Piazza degli Eroi e partenza con la carovana di Attori e Musicisti dei teatri de la Rùe per lo spettacolo itinierante tra le vie e le piazze del paese:
"Del camminar errante 2° Parte"

venerdì 27 luglio 2012

Prati di Tivo: ”L’ultima ascensione”. Rappresentazione teatrale al Rifugio delle guide


Prati di Tivo. Venerdì 28 luglio, presso il rifugio delle guide, ”L’ultima ascensione” rappresentazione teatrale a cure de “Teatri de le Rùe”. Lo spettacolo narra la tragica vicenda di Mario Cambi, uno dei più grandi scalatori degli appennini, che nel febbraio del 1929 perse la vita insieme al suo fraterno compagno Paolo Emilio Cichetti, nel tentativo di sfuggire alla morsa del gelo e alle tormente di neve che, in quell’anno, ammantarono come non mai il Gran Sasso e l’Italia.
Liberamente tratto dal libro scritto dalla Guida Pasquale Iannetti sugli eventi e la ricostruzione dei fatti attraverso i diari e le pubblicazioni.
La rappresentazione è abbinata ad un escursione guidata, che porterà i partecipanti da Pietracamela al Rifugio delle Guide.




Scheda tecnica dell’escursione


Tempo di percorrenza: 3.15 ore
Difficoltà: E - Escursionistico
Dislivello: 930 m
Segnavia: segnato bianco-rosso
Periodo consigliato: da giugno a ottobre
Visualizza la mappa
Dal piazzale all'ingresso di Pietracamela (1030 metri) si traversa in salita il centro storico, si passa alla base di alcuni speroni calcarei, si lascia a sinistra un sentiero per l'area faunistica del camoscio e si raggiunge l'inizio della mulattiera che risale a mezza costa la Valle del Rio Arno, alla sommità della quale appare il Pizzo d'Intermèsoli.
Si segue la mulattiera, indicata dai segnavia bianco-rossi n. 2 e del Sentiero Italia, che si avvicina al fondovalle e lo raggiunge al bivio (1142 metri) dove si stacca un sentiero per il Venacquaro. Si prosegue a mezza costa toccando la Fonte Pescopiano e il monumento (1224 metri, 0.45 ore) che ricorda l'alpinista Paolo Emilio Cichetti, qui ucciso da una bufera nell'inverno 1929. Un chilometro più avanti un cippo ricorda Mario Cambi, compagno di ascensione e di sventura di Cichetti.
Qui il sentiero inizia a salire in una zona devastata da gigantesche valanghe. Una ripida salita porta alla strada sterrata (1470 metri) che proviene dai Prati di Tivo. Prima di questa, un viottolo che scende sulla destra permette di raggiungere la forra dove scrosciano le cascate di Rio Arno. Si continua sulla sterrata, che supera un gradino e porta alla captazione delle sorgenti di Rio Arno (1525 metri, 1 ora).
Si entra ora nella parte più spettacolare della Val Maone, stretta tra le rocce del Pizzo d'Intermesoli e del Corno Piccolo. Più avanti, dominano la valle le rocce e i canaloni del Corno Grande. Il sentiero zigzaga tra grossi massi e prosegue sul fondovalle. Con una deviazione si può salire alla Grotta dell'Oro (1680 metri, 0.30 ore a/r), ai piedi dell'Intermèsoli, che ospita incisioni e graffiti.
Più avanti il sentiero sale sulla destra della valle, passa alla base degli imponenti pilastri dell'Intermèsoli, e si affaccia sulla conca di Campo Pericoli. Sempre a mezza costa, per ghiaioni e terrazzi erbosi, si raggiunge il ripiano delle Capanne (1957 metri, 1.30 ore), dove sono i resti di alcune costruzioni in pietra, utilizzate dai pastori e restaurate dal Parco. Al ritorno occorrono 1 ora fino alle sorgenti del Rio Arno e 1.30 ore da queste a Pietracamela.

giovedì 21 giugno 2012

Tra Capo e Collo- Storie di donne del Gran Sasso


Questa sera alle ore 21, presso il Baratto (S.atto-Teramo), “Tra Capo e Collo- Storie di donne del Gran Sasso” spettacolo di e con Mara Di Giammatteo, organizzato da “Teatri de le Rue”.
Tra capo e collo! è uno spettacolo in forma di narrazione con accompagnamento musicale del bravissimo fisarmonicista Domenico Di Teodoro.
Mara Di Giammatteo ci racconta lo spettacolo: “E' la storia raccontata dai ricordi della sottoscritta, di vicende e ritratti di Donne che hanno vissuto tra Pietracamela ed Intermesoli, compaesane, nonne zie e commare che a sua volta parlavano di altre donne vissute prima di loro che tramandavano fatti di altre vissute ancora prima di loro, perciò un omaggio mio personale alle mie antenate....
E' un po’ un viaggio a ritroso nella storia e nelle vicende di vita delle nostre ave montanare, attraverso i racconti tramandati oralmente dove attraverso usanze e rituali e soprattutto sui suoni dei propri dialetti è possibile ritrovare passaggi e contaminazioni di altre popolazioni, nordiche, addirittura gaeliche e francesi, e del sud sicuramente da influenze sud italiche - albanesi ecc.....che hanno influenzato e conservato nella propria lingua nel corso dei secoli l'incrocio di queste culture.......
E' uno spettacolo in cui si parla di come al giorno d'oggi sia un pò tutto cambiato e che sia in atto una specie di tabula rasa culturale, in quanto quasi tutte queste anziane sono scomparse e nuove persone non originarie del posto stanno arrivando ad abitare nelle nostre case, perciò è in atto una nuova forma di migrazione che porterà sulla nostra montagna nuove usanze e nuoi dialetti, che andranno ad aggiungersi a quelli correnti o addirittura a sostituirli .......
per cui il titolo Tra capo e collo! sta un po’ a significare che noi siamo un pò gli ultimi che riescono ancora a raccontare per poco la storia ed i passaggi di razza delle nostre antenate originarie del Gran Sasso ma che dopo di noi ci sarà sicuramente un grande cambiamento....e nessuno si ricorderà più di loro.......
per questo cito in chiusura dello spettacolo una frase di W.Benjamin che dice :
" Forse il sintomo della fine di una civiltà non è da addebitare tanto all'inarrestabilità dei processi migratori o ai gesti disperati dei terroristi, quanto piuttosto al non aver dato senso e identità e quindi aver sprecato le proprie giovani generazioni, la forza biologica ed ideativa di cui una società dispone".
Questa frase sta un pò a ribadire di come per conservare le tracce della propria cultura sia fondamentale passarla alla generazione successiva, per cui ogni qualvolta nella storia si verificano dei buchi di interruzione e soprattutto produzione culturale, in tutte le sue forme, si procurano buchi irreversibili di memoria, della propria identità culturale e sociale.
L'inizio dello spopolamento dei nostri villaggi montani è iniziato con i grandi esodi verso l'america ed altre città dopo le due guerre mondiali, oggi ci ritroviamo nuovamente in una condizione in cui è difficile sopravvivere a questa crisi economica e culturale che non permette a noi artisti di poter creare ed investire nel nostro lavoro, causando di conseguenza verso i nostri figli un nuovo buco di memoria e di identità culturale”.