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venerdì 7 febbraio 2014

Confermati gli arresti domiciliari per De Fanis

Resta ai arresti domiciliari l'ex assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis ristretto in casa dallo scorso 12 novembre nell'ambito dell'operazione denominata 'Il Vate'. Lo ha deciso stamani il Tribunale del Riesame dell'Aquila, presieduto dal giudice Giuseppe Romano Gargarella, che ha respinto la richiesta dei legali dell'indagato (Domenico Frattura e Massimo Cirulli) che avevano fatto ricorso contro il provvedimento dell'8 gennaio con cui il gip del Tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, aveva respinto la richiesta di libertà. La difesa ha annunciato che ricorrera' in Cassazione. L'inchiesta della Procura di Pescara mira a far luce sulle modalità di erogazione dei contributi in base alla legge regionale n.43/73 che disciplina l'organizzazione, l'adesione e la partecipazione a convegni e altre manifestazioni culturali. De Fanis e' accusato di aver chiesto tangenti in cambio di fondi gestiti dal suo assessorato. I reati che gli vengono contestati, a vario titolo, sono di concussione, truffa aggravata e peculato.
Le indagini aveva preso il via dalla denuncia di un imprenditore che si era rivolto al Corpo forestale dello Stato. Lo stesso De Fanis e' sotto inchiesta, da parte della Procura di Lanciano, che gli contesta il tentativo di omicidio nei confronti della moglie. Alla sua segretaria, indagata anch'ella con altre persone nell'inchiesta 'Il Vate', avrebbe detto di voler avvelenare la consorte. In questo contesto l'ex assessore, che attualmente condivide l'abitazione con la moglie, si e' difeso sostenendo che quella era solo una battuta. Sempre De Fanis e' indagato anche dalla Procura di Pescara nell'ambito dell'inchiesta su presunti indebiti rimborsi spesa per viaggi istituzionali. In questo filone i reati contestati ai 25 indagati tra assessori e consiglieri regionali, presidenti della Giunta e del Consiglio compresi, vanno dal peculato alla truffa e al falso ideologico. (AGI) 

giovedì 19 dicembre 2013

Nuova bufera su De Fanis: sesso 4 volte al mese con la segretaria per contratto

Bufera sulla regione Abruzzo. Un nuovo scandalo investe l' assessore Luigi De Fanis.
Dalle pagine del quotidiano “La Repubblica” si legge che l’assessore regionale alla Cultura avrebbe sottoscritto un contratto sessuale con la sua segretaria 32enne, prevedendo, nero su bianco, un rapporto sessuale insieme a lei almeno una volta alla settimana. La segretaria avrebbe tentato di distruggere il contratto, riducendolo in mille pezzi, ma gli investigatori dopo un laborioso lavoro durato alcuni giorni sono riusciti a ricomporre il documento.
Che il contratto esistesse è stato confermato, pochi giorni fa, dalla stessa segretaria, durante il suo ultimo interrogatorio.

martedì 12 novembre 2013

Arrestato l’Assessore regionale De Fanis



L'assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Luigi De Fanis, è stato arrestato per concussione questa mattina alle prime luci dell’alba, insieme a lui è stata arrestata la sua segretaria particolare Lucia Zingariello. Il provvedimento stato richiesto dal sostituto procuratore di Pescara, Giuseppe Bellelli. Inoltre è scattato l’obbligo di dimora per un dipendente della Regione Abruzzo e per il presidente di una Onlus.
I reati contestati sono concussione, truffa aggravata e peculato per l'erogazione dei contributi regionali per l'organizzazione degli eventi celebrativi dell'anniversario dei 150 anni della nascita di Gabriele D'Annunzio.
Le indagini hanno preso il via da una denuncia di un imprenditore che si è rivolto al Corpo Forestale dello Stato dopo le continue richieste di denaro a lui fatte da parte dell'assessore competente in cambio della erogazione di fondi per l'organizzazione di manifestazioni culturali.
In particolare le indagini si sono concentrate sull'erogazione di fondi regionali utilizzati per l'organizzazione degli eventi celebrativi dell'anniversario dei 150 anni della nascita di Gabriele D'Annunzio.
Nel corso delle attività sono emerse inoltre ipotesi di peculato d'uso di beni e risorse della Regione Abruzzo per interessi privati.
Cinquanta tra ufficiali ed Agenti della Forestale sono ancora impegnati nelle perquisizioni domiciliari degli indagati e delle sedi della assessorato alle Politiche Culturali della Regione Abruzzo di L'Aquila e di Pescara; in corso la perquisizione anche della sede dell'Agenzia Regionale per la promozione culturale di Sulmona.