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venerdì 7 giugno 2013

Giulianova: importante donazione alla Biblioteca “Bindi”


L'emeroteca storica della Biblioteca Civica “V. Bindi” si arricchisce grazie ad un'importante donazione.
Il signor Bruno Franchi, conservatore per conto e fiducia della defunta Signora Marisa Tormenti Orsini, ha infatti consegnato a Ludovico Raimondi, responsabile della “Bindi”, una folta raccolta di articoli giornalistici relativi agli anni 1953-1958, ordinati in tre volumi, sulle vicende del Giulianova Calcio.
La raccolta si deve al compianto Tiberio “Titì” Orsini, scomparso nel 1990, discendente di quell'Erminio che nel 1845 impiantò un celebrato caffè da cui in seguito nacque la nota distilleria e poi il famoso Confettificio. A Tiberio Orsini, indimenticabile presidente del Giulianova Calcio negli anni '60-'70, è stata intitolata nel 2004 la scuola calcio giovanile, un Torneo internazionale di calcio giovanile e, nell'ottobre 2011, il Centro Anziani comunale di Giulianova Alta.
Bruno Franchi ha effettuato la donazione alla “Bindi”, l'istituzione culturale più antica della città, per il legame, la passione e l’amore nei confronti del calcio giuliese e della società che lo ha rappresentato, al cui servizio Franchi ha lavorato per tanti anni.

lunedì 8 aprile 2013

Centro Antiviolenza: i Club Lions teramani donano 2000 euro


Altri 2000 euro per il Centro antiviolenza La Fenice. Sono stati donati dai quattro Club Lions teramani che sabato sera hanno organizzato, per la raccolta fondi, un concerto di beneficenza che si è svolto ad Atri.
Il vicepresidente con delega al sociale Renato Rasicci, la presidente della CPO, Desireè Del Giovine, la consigliera di parità; Anna Pompili, hanno partecipato alla manifestazione e hanno espresso il loro ringraziamento ai soci dei Club e ai quattro presidenti: Manola Di Pasquale (Teramo), Massimo Fava (Val Vibrata), Giselda Antonelli (Atri- Terre Del Cerrano) e Enrico Chiappini (Giulianova) .
“ Una bella gara di solidarietà – dichiarano – quella che stiamo registrando per La Fenice ed è doveroso riconoscere l’impegno profuso dal Lions per fare in modo che la manifestazione avesse una vasta eco, come in effetti è accaduto. Sono tante le emergenze sociali e tutte hanno eguale dignità ma la battaglia per mantenere aperto l’unico servizio provinciale strutturato per offrire servizi specifici alle donne e ai bambini vittime di violenza ha anche un valore simbolico: quello di non lasciare cadere nel vuoto l’appello affinchè i Centri possano, come accadde per altre tipologie di sostegno, essere inserito di diritto fra i servizi sociali essenziali da garantire sia con finanziamenti nazionali e regionali sia con il loro inserimento nei Piani d’ambito”.

sabato 20 ottobre 2012

Roseto: il maestro Del Donno dona una sua opera alla scuola materna


Vive e lavora a Benevento, ma le sue opere sono esposte in tutti i più grandi Musei del Mondo e da oggi una sua tela si può ammirare nell'atrio della Scuola Elementare D'Annunzio di Roseto, a testimonianza della sua arte ma soprattutto della sua generosità e del grande amore verso il mondo dei bambini che da sempre lo accompagna.
Antonio Del Donno, pittore e scultore tra i più prolifici della scena nazionale, ha donato questa mattina una delle su e tele alla scuola elementare D'Annunzio.
Il quadro è stato consegnato agli studenti e alle maestre, da Alberto Molinari, procuratore e responsabile dell'archivio storico dell'Artista.
Alla piccola cerimonia con gli studenti, alla presenza del Direttore Pasquale Avolio, è intervenuto anche l'Assessore allo Sport Mirco Vannucci che ha espresso parole di gratitudine al Maestro Del Donno, collegato telefonicamente, sottolineando l'importanza di sensibilizzare i piccoli alla bellezza dell'arte attraverso un costante rapporto con le opere e con l'incontro diretto con gli artisti.
"La nostra scuola è aperta al discorso dell'arte – ha sottolineato il Direttore Pasquale Avolio – e favorisce l'attività di laboratori didattici per far crescere nei bambini l'amore per l'espressione artistica in tutte le sue declinazioni".
Antonio Del Donno nasce a Benevento il 27 novembre 1927. Frequenta nel periodo 1945, a Benevento, l'istituto tecnico per geometri. Si trasferisce a Napoli e frequenta l'accademia delle Belle Arti.
Al termine dell'università inizia ad insegnare ed ottiene la cattedra di Educazione Artistica presso la scuola Media Vitelli di Benevento. Nel decennio fra il 1960 e il 1970, insieme all'artista Mimmo Paladino, frequenta la Galleria di Lucio Amelio di Napoli.
Coltiva la sua passione assistendo a conferenze, dibattiti e mostre di varia natura. Nel 1964 subì il primo, forte, influsso artistico quando alla Mostra Biennale di Venezia scoprì le opere e lo stile di Rauschemberg analogo ad altri pittori "gestuali" del periodo quali De Kooning o Pollock. Negli anni seguenti coltivò la sua passione di "artigiano" sviluppando il suo senso fotografico, dipingendo e costruendo opere come si crea una scultura.
Per la sua produzione artistica, a tutt'oggi in pieno fermento, ha avuto numerosi riconoscimenti, nel mese di luglio del 2007 è stato insignito del "Gladiatore Sannita".
Le sue opere sono esposte in più di 45 città e in oltre 72 luoghi diversi fra musei, mostre permanenti, spazi privati, luoghi istituzionali ecc....

mercoledì 12 settembre 2012

Il giovane artista Adriano Di Camillo dona una sua opera alla Provincia


L’opera “tela n.7” di Adriano Di Camillo, promettente pittore teramano, che ha già partecipato all’iniziativa Zoom Art, da oggi sarà esposta nel Palazzo di via Milli. Il giovane artista ha infatti donato la sua opera alla Provincia, in segno di riconoscimento per l’iniziativa organizzata dall’assessorato alle Politiche giovanili attraverso l'Agenzia Giovani di via Carducci, con l’intento di offrire uno spazio promozionale dedicato ai talenti locali under 35.
“Un’iniziativa davvero unica nel suo genere – afferma Di Camillo –, che offre a noi giovani che coltiviamo un talento artistico la possibilità di farci conoscere ed apprezzare”. La tela n.7, un’esplosione di colori, è frutto dell'originale tecnica pittorica che l’artista ha affinato in Inghilterra, dove ha vissuto per quattro anni, dividendosi tra Londra e Newcastle, prima di fare ritorno nella "sua" Teramo. Lui stesso definisce il suo genere un "nonsense", "art or something like that": per la critica il suo è un linguaggio espressivo del tutto peculiare, che si caratterizza per pennellate materiche di puro colore su fondo monocromatico, dando vita ad inedite mescolanze che si prestano alla libera interpretazione del fruitore dell’opera.

mercoledì 6 giugno 2012

Alla Biblioteca Delfico il "Libro imbullonato" di Depero e la raccolta della rivista Lacerba


Si tratta di due opere di riferimento del movimento futurista, donate da Ferdinando Corona, il teramano alla guida della storica casa editrice Vallecchi di Firenze.
Per sottolineare la circostanza, Luigi Ponziani, direttore della Biblioteca Delfico, ha organizzato una riflessione “Sul primo Novecento letterario e artistico” con interventi di Gianni Oliva, dell’Università D’Annunzio (La cultura letteraria del pimo Novecento attraverso le riviste) e Manuela Valleriani, storica e critica d’arte (Il Futurismo, Fortunato Depero e il Libro Imbullonato) che sarà ospitata dentro la corte della Biblioteca Delfico venerdì 8 giugno a partire dalle ore 21.
Alla serata letteraria sarà presente, naturalmente, anche Ferdinando Corona. L’iniziativa è stata presentata questa mattina dal direttore Luigi Ponziani, dall’assessore alla Cultura, Giuseppe Antonio Di Michele e dal segretario/direttore generale, Gianna Becci, nella sua veste di dirigente della Biblioteca.
Di Michele ha ribadito “il ruolo centrale che riveste la Biblioteca Delfico non solo nel panorama regionale ma in quello nazionale e le preziose e prestigiose donazioni di importanti mecenati sono una testimonianza della stima e dell’affetto che in tanti nutrono nei confronti di questa istituzione culturale”. Di Michele ha quindi ringraziato Ferdinando Corona “per questa e per le altre donazioni già effettuate alla Delfico: un gesto del quale tutta la comunità teramana deve essergli grata”.
“C’è un doppio rilievo – ha affermato Ponziani - quello civile, riguardante la generosità e la sensibilità culturale del donatore e poi, ovviamente, quello sul valore intrinseco, notevole, delle opere. A legare questi due aspetti il rapporto che la Biblioteca mantiene con il territorio e con il tessuto culturale non solo locale”.