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lunedì 10 marzo 2014

Nasce “Maia” casa-rifugio per donne vittime di violenza

‘Maia’ è una casa-rifugio per donne vittime di violenza. E’ la seconda struttura abruzzese (la prima è in provincia dell’Aquila) ma la prima a nascere da un ampio partnerariato interprovinciale con un progetto finanziato (nel 2012) dal Dipartimento per le Pari Opportunità (400 mila euro). Tante le donne delle istituzioni e quelle del privato sociale che, questa mattina, hanno voluto partecipare alla “inaugurazione virtuale” di casa Maia il cui luogo, per ragioni di sicurezza, non viene rivelato.
Del progetto è capofila la Provincia di Teramo (coordinatrice Roberta Pellegrino di Ananke Onlus) che ha lavorato insieme al Comune di Teramo, al Comune di Pescara, al Comune di Chieti, all’Associazione Ananke Onlus e alla Cooperativa sociale Alpha.
Alla presentazione, oltre al presidente Valter Catarra, al vicepresidente Renato Rasicci e all’assessore comunale Giorgio D’Ignazio erano presenti Emilia De Matteo (assessore alle Politiche sociali e alla Pari opportunità del Comune di Chieti); Letizia Marinelli (consigliera di parità della Regione Abruzzo); Anna Pompili (consigliera di parità della Provincia di Teramo); Mirella Marchese (Assessore del Comune di Teramo); Nausicaa Cameli (assessore politiche sociali del Comune di Giulianova); Desireè Del Giovine presidente della CPO provinciale.

lunedì 25 novembre 2013

Teramo: aprirà a dicembre una nuova casa di accoglienza per donne e bambini


Aprirà a dicembre, in provincia di Teramo, la seconda casa - accoglienza abruzzese per vittime di violenza. Ad annunciarlo è il vicepresidente, Renato Rasicci, intervenendo alla Giornata internazionale contro la violenza, organizzata dalla Commissione pari opportunità e dalla Consigliera di parità.
"Casa Maia, con valenza interprovinciale, è una struttura di accoglienza concepita come luogo segreto e sicuro dove le donne vittime di violenza e i loro figli possano abitare in autonomia, ripensando e riprogettando la propria vita. Casa Maia raccoglierà le richieste dei territori di Teramo, Pescara e Chieti" ha annunciato il Vicepresidente.
Sebbene in Abruzzo la diffusione di Sportelli antiviolenza abbia avuto negli ultimi anni un nuovo impulso, permane una carenza di strutture di ospitalità ed esiste una sola casa rifugio con sei posti nel territorio provinciale dell’Aquila, a Sulmona.
Il progetto Maia, quindi, si propone di consolidare l’articolata e complessa rete di relazioni già esistente tra gli enti locali e le associazioni del privato sociale che opera nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere. “Questa rete, alla quale stiamo lavorando da tre anni, è importante per sviluppare economie di scala, incrociare competenze e conoscenze, ma soprattutto è essenziale per riuscire a rispondere in modo efficace alle donne vittime di violenza: devo ringraziare Roberta Pellegrino e l’associazione Ananke che in questa Regione hanno contribuito in maniera determinante ad alzare il livello di attenzione delle istituzioni promuovendo una rete così come è determinante, a sostegnio delle donne, il lavoro che ogni giorno svolge al loro fianco il Centro antiviolenza La Fenice”.
La struttura realizzata dalla Provincia, grazie ad un finanziamento di 400 mila euro da parte del Ministero delle pari opportunità, aprirà ad dicembre ed avrà sede a Giulianova.

venerdì 5 luglio 2013

Verrocchio: “il PD si batte contro la violenza alle donne”


"Sono molto felice che il consiglio provinciale abbia votato all'unanimità la nostra proposta per permettere alla al Centro antiviolenza La Fenice di potersi strutturare meglio su tutto il nostro territorio". Queste le parole del consigliere provinciale del Pd Robert Verrocchio, che insieme all'intero gruppo del Partito Democratico aveva presentato a via Milli un ordine del giorno di convenzione tra la Provincia e i comuni del teramano per il finanziamento del Centro La Fenice. "È un passo importante, sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista pratico. Oggi viene finalmente riconosciuto che il tema della violenza contro le donne è una questione che riguarda tutti i nostri comuni - ha proseguito Verrocchio - e credo inoltre che in questo modo il Centro non si troverà più in gravi difficoltà finanziarie come purtroppo è avvenuto quest'anno. La Fenice potrà diventare parte integrante dei Piani di Zona, e dunque entrerà in maniera strutturale nelle attività sociali dei nostri territori. Certo, mi sarebbe piaciuto che La Fenice arrivasse al periodo di crisi che ha attraversato questo inverno. Da oggi però abbiamo questo nuovo strumento e sono convinto che anche tutti gli operatori del Centro potranno lavorare con più tranquillità".
Nel corso del consiglio di questo pomeriggio è stato anche approvato, sempre all'unanimità, un altro ordine del giorno, anche questo portato da Robert Verrocchio a nome del gruppo Pd, nel quale si impegna la Provincia a premere a livello governativo per il riconoscimento del reato di femminicidio. "Anche su questo punto sono molto contento - ha aggiunto Verrocchio - perché siamo stati tutti d'accordo che la violenza sulle donne debba essere combattuta a livello normativo. Non possiamo abbassare la guardia su questa questione, perché le donne devono sapere che, in caso di violenze del partner, non sono sole. Dobbiamo parlarne, e far capire a tutte che una via di uscita da questo incubo è possibile".

venerdì 24 maggio 2013

Teramo: riparte a pieno regime l’attività del Centro Antiviolenza “La Fenice”


Dalla prossima settimana l’attività del Centro Antiviolenza riprenderà regolarmente con il supporto di 5 professioniste esterne: 2 assistenti sociali, 2 psicologhe e un legale.
Il Centro, che da gennaio ad oggi ha comunque garantito l’accoglienza alle donne con i colloqui regolarmente svolti dall’assistente sociale dell’ente, torna ad essere pienamente operativo grazie anche alla campagna di raccolta fondi promossa dalla Commissione Pari Opportunità, dalla Consigliera di Parità e dalla stessa Provincia.
A gennaio, com’è noto, la Provincia non aveva potuto rinnovare i contratti che garantivano i servizi specializzati a causa della mancanza di fondi: un problema comune a molte altre realtà italiane in quanto i Centri non godono di linee di finanziamento stabili ma vivono con i contributi degli enti locali.
Oggi, grazie ai circa 9000 euro di contributi provenienti da privati e istituzioni locali e alle 13 mila euro destinate dai consiglieri provinciali (che all’unanimità hanno runinciato al Fondo per i gruppi) è stato possibile coprire i costi delle cinque professioniste selezionate con avviso pubblico.
“E’ molto lungo l’elenco delle persone che vorrei ringraziare per la mobilitazione che si è creata attorno alla Fenice – dichiara il vicepresidente con delega al sociale, Renato Rasicci – ma adesso la cosa più importante è che le donne vittime di violenza tornano ad avere un punto di riferimento che, c’ è da augurarsi, possa rimanere tale nel tempo. E a questo obiettivo lavoreremo nei prossimi mesi”.

lunedì 8 aprile 2013

Centro Antiviolenza: i Club Lions teramani donano 2000 euro


Altri 2000 euro per il Centro antiviolenza La Fenice. Sono stati donati dai quattro Club Lions teramani che sabato sera hanno organizzato, per la raccolta fondi, un concerto di beneficenza che si è svolto ad Atri.
Il vicepresidente con delega al sociale Renato Rasicci, la presidente della CPO, Desireè Del Giovine, la consigliera di parità; Anna Pompili, hanno partecipato alla manifestazione e hanno espresso il loro ringraziamento ai soci dei Club e ai quattro presidenti: Manola Di Pasquale (Teramo), Massimo Fava (Val Vibrata), Giselda Antonelli (Atri- Terre Del Cerrano) e Enrico Chiappini (Giulianova) .
“ Una bella gara di solidarietà – dichiarano – quella che stiamo registrando per La Fenice ed è doveroso riconoscere l’impegno profuso dal Lions per fare in modo che la manifestazione avesse una vasta eco, come in effetti è accaduto. Sono tante le emergenze sociali e tutte hanno eguale dignità ma la battaglia per mantenere aperto l’unico servizio provinciale strutturato per offrire servizi specifici alle donne e ai bambini vittime di violenza ha anche un valore simbolico: quello di non lasciare cadere nel vuoto l’appello affinchè i Centri possano, come accadde per altre tipologie di sostegno, essere inserito di diritto fra i servizi sociali essenziali da garantire sia con finanziamenti nazionali e regionali sia con il loro inserimento nei Piani d’ambito”.

sabato 6 aprile 2013

Provincia: approvato un atto che destina le somme raccolte alla ripresa delle attività del Centro antiviolenza


Approvato dalla Giunta un atto di indirizzo che destina le somme che vengono raccolte con i contributi esterni e quelle devolute dai gruppi consiliari dell’ente (13 mila euro prima destinate al funzionamento dei gruppi) alla piena ripresa delle attività del Centro antiviolenza La Fenice dove, da gennaio, sono venute a mancare le collaborazioni professionali dei dipendenti della Teramo lavoro per l’azzeramento dei capitoli di spesa.
Al momento in cassa ci sono 5 mila e 900 euro; a questa somma deve aggiungersi il finanziamento del Bim di 2 mila euro che sarà liquidato previa rendicontazione delle spese.
La Giunta ha quindi dato mandato al dirigente del settore sociale e a quello del settore bilancio di predisporre tutti gli atti necessari a ripristinare le attività: attualmente è garantita l’apertura e l’accoglienza con un funzionario dell’ente ma questo non è sufficiente ad assicurare i delicati e specialistici servizi che servono alle donne vittime di violenza.
Fino a quando non sarà approvato il bilancio di previsione certamente non saranno utilizzabili quelle risorse che devono essere previste nei capitoli del 2013, come i 13 mila euro dei gruppi consiliari, mentre potrebbero essere immediatamente spendibili quelli arrivati con i contributi esterni (da enti, associazioni e privati) in seguito alla campagna di raccolta fondi.

venerdì 8 marzo 2013

Il Centro antiviolenza "La Fenice" riaprirà grazie alle donazioni


Un contributo da parte di tutte le amministrazioni locali “perché il centro è provinciale è al servizio delle donne di tutti i Comuni” e l’inserimento della Fenice “fra i progetti finanziabili all’interno dei piani degli Ambiti sociali con fondi regionali”. Questa la proposta del presidente Catarra che questa mattina è intervenuto all’iniziativa “Donne in prima linea” organizzato dalle Commissioni pari opportunità della Provincia e dell’Università e dalla Consigliera di parità per riflettere sulla violenza di genere e per sostenere il Centro antiviolenza La Fenice.
Il presidente ha ricordato che i Centri sono a rischio chiusura in tutta Italia per il mancato finanziamento del Piano nazionale sulle pari opportunità e per i tagli “enormi” ai trasferimenti agli enti locali: ad oggi, dopo un primo contributo da parte del Governo e della Regione, La Fenice, viene sostenuta solo dalla Provincia che a dicembre ha dovuto azzerare interi capitoli di spesa.
Grazie all’attività di raccolta fondi promossa dal vicepresidente con delega alle politiche sociali, Renato Rasicci, e alla sensibilità di tanto soggetti pubblici e privati (Bls, Banca Popolare, dipendenti pubblici, i gruppi consiliari della Provincia che su proposta della consigliera Rita Ettore hanno rinunciato al loro budget (13 mila euro), il consiglio comunale di Roseto; il Bim per citarne alcuni) La Fenice potrà riprendere il suo delicato lavoro nelle prossime settimane, non appena le strutture amministrative avranno completato l’iter per la riattivazione delle collaborazioni con le figure professionali necessarie (psicologhe, assistenti sociali, avvocati).
La manifestazione “Insieme per la Fenice” si sta svolgendo all’Università di Teramo – aula conferenze Scienze della Comunicazione – alla presenza del rettore, Luciano D’Amico e delle numerose donne – Fiammetta Ricci CPO Ateneo, Desireè Del Giovine CPO Provincia, Anna Pompili consigliera di Parità, dell’assessore provinciale alle pari opportunità, Eva Guardiani, – e delle tante associazioni e istituzioni che hanno aderito all’iniziativa.