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mercoledì 19 dicembre 2012

Teramo: Convegno "Borghi Attivi: la ricostruzione dalla partecipazione"


Teramo. Giovedì 20 dicembre, presso l’Aula Tesi della Facoltà di Scienze Politiche, ci sarà la presentazione dei risultati del progetto “Borghi Attivi per lo Statuto partecipato dei luoghi”, promosso dal WWF Teramo e finanziato dal bando per la Progettazione Sociale “Emergenza Abruzzo” dell’Associazione delle Casse di Risparmio Italiane, dopo il terremoto del 2009.
Il progetto è durato poco più di 1 anno ed ha coinvolto 5 paesi colpiti dal terremoto del 2009 in un processo di urbanistica partecipata.
I dettagli del progetto su  www.borghiattivi.it.

lunedì 19 novembre 2012

Bilancio del primo anno del progetto Borghi Attivi


Circa un migliaio tra cittadini e turisti coinvolti, centinaia di questionari distribuiti, decine di incontri ed iniziative, cinque pubblicazioni con le linee guida per lo sviluppo locale, il sito www.borghiattivi.it: sono questi i risultati di oltre un anno di lavoro del progetto “Borghi Attivi: statuto partecipato dei paesi d’Italia”.
Il progetto, finanziato dal bando per la Progettazione Sociale “Emergenza Abruzzo” dell’Associazione delle Casse di Risparmio Italiane, è stato promosso dal WWF Teramo ed è stato monitorato dall’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali attraverso il Centro Servizi Volontariato di Teramo.
Obiettivo dell’intervento è stato quello di coinvolgere le comunità locali di cinque paesi colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009 - Civitella Casanova, Fano Adriano, Fontecchio, Pescomaggiore (L’Aquila) e Santa Maria del Ponte (Tione) - in altrettanti percorsi di progettazione partecipata per elaborare uno “Statuto dei Luoghi” che riprende l’anglosassone “Village Design Statement” o VDS (in Italiano “Dichiarazione sul progetto del paese”), strumento nato ed applicato nel Regno Unito per far fronte a problemi ben noti: i cambiamenti economici e demografici e le nuove espansioni urbane, tendono ad inglobare le aree rurali, portando alla perdita delle identità locali e paesaggistiche, allo sfaldamento delle comunità rurali ed all’estinguersi della loro visione del futuro, esattamente come sta accadendo a tanti abitanti dei paesi colpiti dal terremoto che oggi sempre di più si sentono “stranieri in casa”. Nuovi iniziative economiche e nuovi insediamenti trascurano la necessità di rispettare le tipologie, i paesaggi e le “visioni” locali, finendo per minacciare l’unicità del carattere di ciascun luogo che si è andata formando in secoli di storia e di stratificazioni culturali e di usi del territorio.