Nono appuntamento con il rapporto Istat chiamato “Noi, Italia”. Giunto alla sesta edizione, “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.
Il prodotto arricchisce l’ampia e articolata produzione dell’Istat attraverso la proposta di 120 indicatori, raccolti in 19 settori, che spaziano dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, alle condizioni economiche delle famiglie, alle infrastrutture, alla finanza pubblica, all’ambiente, alle tecnologie e all’innovazione. Oggi ci occuperemo di Criminalità e sicurezza.
Nel 2012 risultano in calo gli omicidi volontari, sia consumati sia tentati. Al contrario, sono in ripresa quelli di matrice mafiosa. Nel confronto europeo riferito al 2010 il nostro Paese, con 1,0 omicidi volontari per 100 mila abitanti, si colloca al di sotto della media dell’Ue27 (1,2 omicidi).
Le rapine denunciate alle autorità sono oltre 42 mila (71,6 ogni 100 mila abitanti), in aumento rispetto al 2011. La crescita di questo reato ha interessato tutte le ripartizioni: in misura meno rilevante il Centro (+0,7 per cento), in modo importante il Nord-est, il Nord-ovest e il Mezzogiorno (+7,6, +6,6 e +5,5 per cento).
I furti denunciati nel corso del 2012 sono oltre un milione e mezzo, il 14,8 per cento in più del 2010. In particolare gli scippi e i furti negli appartamenti, in forte calo negli ultimi venti anni, stanno aumentando ancora più rapidamente, rispettivamente del 40,5 e del 40,3 negli ultimi due anni.
Nel 2011 l’azione penale è iniziata per 999,2 persone ogni 100 mila abitanti, mentre l’archiviazione ha interessato 1.046,6 persone. Le imputazioni sono state soprattutto per furto e lesioni volontarie personali.
Nel corso del 2011 sono state condannate 238.501 persone (+3,4 per cento rispetto al 2010). Il maggior numero di condanne si è avuto per furto e per violazione delle leggi in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope.
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sabato 22 febbraio 2014
giovedì 11 aprile 2013
Teramo: arrestata la banda delle rapine in banca
Presa la banda che ha compiuto tre rapine nello scorso gennaio ai danni della Tercas, Carisap e Banca Sella di Corropoli, Tortoreto e Alba Adriatica. Ad arrestare i banditi sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Teramo e dei colleghi della Compagnia di Alba Adriatica, a conclusione di una serie di accertamenti. A finire in manette sono stati Gennaro Russo, 40 anni, di Napoli, ritenuto il capo dell'organizzazione criminale, Lorenzo Ciardo, 42 anni, di Oboli (Salerno), e Rosaria Otranto, napoletana di 39 anni. Le tre ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip di Teramo, Domenico Canosa, su richiesta del pm Irene Scordamaglia, sono state eseguite nella provincia di Napoli, in particolare ad Afragola dove è stato rintracciato Gennaro Russo con precedenti anche per omicidio. Ciardo si trova invece rinchiuso nel carcere di Padova mentre la donna è reclusa a Pozzuoli. La banda agiva sempre armata di taglierino e a volto parzialmente coperto. Il primo colpo era stato messo a segno il 4 gennaio quando dagli impiegati della Carisap di Tortoreto si fecero consegnare 35 mila euro. La seconda rapina è avvenuta il 16 gennaio a Banca Sella con un bottino di 20 mila euro e, infine, il 25 gennaio ai danni della Tercas di Corropoli quando portarono via 67 mila euro. I tre sono accusati di rapina e di sequestro di persona. Infatti nelle loro rapine rinchiudevano impiegati e clienti in bagni o uffici in attesa che si aprisse la cassaforte a tempo. Agivano sempre di giorno e raggiungevano le banche prese di mira, dopo una serie di sopralluoghi preventivi, su autovetture a noleggio prese da prestanomi. La base logistica del sodalizio criminale era Martinsicuro dove venivano pianificate le fasi precedenti e quelle successive alle rapine. Un ruolo particolare veniva rivestito dalla donna, molto efficiente nell'affrontare con forza le persone presenti in banca durante i colpi. Ai tre arresti potrebbero seguirne altri. Lo hanno detto i comandanti del Nucleo investigativo e della Compagnia di Alba Adriatica, Nazario Giuliani e Pompeo Quagliozzi. Nei prossimi giorni, inoltre, potrebbero esserci nuovi sviluppi relativi sia ai tre arrestati che ad altri soggetti coinvolti toccando le province di Liguria, Toscana e Marche. (AGI)
venerdì 8 marzo 2013
Rapine: sottoscritto un protocollo d’intesa tra banche e forze dell’ordine
Prevenzione della criminalità in banca – Si intensifica la collaborazione tra forze dell’ordine, A.B.I. ed Istituti bancari per contrastare il recrudescente fenomeno delle rapine in provincia. Le misure e gli atti di impegno di ciascuno, in un Protocollo d’Intesa sottoscritto oggi in Prefettura.
Maggiore collaborazione e scambio informativo tra Banche e FF.OO., in particolare su situazioni ritenute a rischio; incremento, anche presso le rispettive filiali, di sistemi di sicurezza passiva da individuarsi tra 16 misure indicate; maggiore protezione dei Bancomat, con sistemi da individuarsi tra quelli indicati; costante manutenzione degli apparati installati; corsi formativi per i dipendenti bancari in tema di sicurezza anticrimine, da concordarsi con le FF.OO., ecc..
Sono solo alcuni, quelli sopra decritti, gli argomenti oggetto del Protocollo di Intesa che il Prefetto Valter Crudo, in rappresentanza delle Forze di Polizia, il dott. Marco Iaconis per l’A.B.I. ed i rappresentanti di 16 Istituti bancari operanti in provincia, hanno sottoscritto oggi, a margine del Seminario “Banche e Forze dell’Ordine: una collaborazione vincente”, dove sono intervenuti, per gli aspetti tecnici in tema di prevenzione e repressione della criminalità in banca, il Questore Amalia Di Ruocco, il Comandante Prov.le dei Carabinieri Ten. Col. Giovanni Tosti ed il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Col. Pietro Pelagatti.
Scopo dell’intesa è quello di contrastare il fenomeno delle rapine nelle banche che, dopo un periodo di decremento (circa il 50% in meno negli anni 2010/2011), è in forte recrudescenza in provincia e nell’intera Regione.
Con il Protocollo, per la prima volta in Abruzzo sottoscritto e reso operativo su base provinciale, sono state adeguate ed ampliate – come da accordi intercorsi tra l’A.B.I. e le FF. OO. in specifici incontri propedeutici - le misure considerate da un precedente Protocollo regionale, tuttora vigente ed al quale si fa riferimento.
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martedì 29 gennaio 2013
Prevenzione rapine in banca: summit in questura
La scorsa settimana si è tenuto un incontro voluto dal Questore a cui hanno partecipato un Ufficiale del Comando Provinciale Carabinieri, i rappresentanti per la sicurezza dell’ABI e degli istituti di credito vittime di rapine negli ultimi mesi. Il Questore ha fatto presente che nel corso del 2012 le rapine sono aumentate e per quanto riguarda le modalità di attacco è emerso che nella maggior parte dei casi le rapine hanno avuto una lunga durata, le fasce orarie più a rischio sono state quella dalle 15 alle 16 e le armi maggiormente utilizzate si sono confermate le armi da taglio come il taglierino. Al fine di ottenere un miglioramento nella prevenzione e nella repressione degli eventi criminosi in banca, tra le varie iniziative concordate, si è convenuto che occorre sensibilizzare il personale bancario in merito alla segnalazione alla Polizia e/o ai Carabinieri, di situazioni particolari di rischio, carenze gravi e impreviste delle misure di sicurezza e movimenti sospetti all’interno o all’esterno delle dipendenze bancarie. Il Questore ha ribadito la necessità di prestare particolare attenzione alla manutenzione sistematica sia dei sistemi di videosorveglianza agli ingressi e ai bancomat per verificarne il funzionamento ed il giusto posizionamento per garantire sempre un’ottimale qualità delle immagini. Le banche cureranno la taratura dei sensori agli ingressi per migliorare la rilevazione di corpi metallici quali i taglierini, spesso usati per perpetrare le rapine. Il Questore ha assicurato il rafforzamento della vigilanza antirapina, soprattutto all’apertura e chiusura degli sportelli bancari. Infine, si è convenuto sulla necessità che le banche proteggano in modo adeguato le apparecchiature ATM.
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