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domenica 25 novembre 2012
Stagione venatoria: respinto il ricorso di Federcaccia
Il Consiglio di Stato respinge l'appello di Federcaccia sul calendario venatorio 2012-2013 della Regione Abruzzo. Si conferma la validità della sospensiva del TAR che, su ricorso del WWF e degli Animalisti Italiani, aveva censurato il calendario venatorio varato dalla Giunta regionale.
Il TAR Abruzzo (sede di L'Aquila) a settembre aveva emesso un decreto “inaudita altera parte”, i cui contenuti erano stati ad ottobre confermati con un'ordinanza. In sintesi, il TAR aveva bocciato le decisioni della Regione sulla caccia nelle aree SIC e ZPS (per assenza della Valutazione di Incidenza) e in quelle del PATOM particolarmente importanti per l'Orso bruno. Inoltre il TAR aveva decretato lo stop alla caccia per ben otto specie in stato sfavorevole di conservazione (Allodola, Quaglia, Tortora, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella) e sancito il divieto di uso di munizionamento con piombo nelle aree importanti per Nibbio reale e Grifone. Successivamente all'ordinanza del TAR la Regione ha varato un nuovo calendario venatorio recependo quasi tutte le indicazioni dell'ordinanza del TAR.
Dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia “Grazie all'azione del WWF e degli Animalisti italiani decine di migliaia di individui di specie in declino saranno salvi. E' l'ennesimo successo di WWF e Animalisti Italiani davanti ai giudici sulla deregulation venatoria che per troppi anni ha afflitto l'Abruzzo. La linea degli estremisti della caccia, rappresentati in Abruzzo dalla principale associazione venatoria, Federcaccia, sta fallendo clamorosamente. Il lassismo o, peggio, l'atteggiamento filo-venatorio delle varie amministrazioni regionali negli ultimi anni avevano evidentemente abituato i cacciatori ad essere accontentati su qualsiasi richiesta a scapito della conservazione del patrimonio faunistico che è di tutti. Trovano piena conferma nella decisione del massimo organo della Giustizia Amministrativa le pesanti censure che il TAR Abruzzo aveva sollevato rispetto al calendario venatorio della Giunta Regionale che, indirettamente, incassa una nuova sconfitta. Per questo successo voglio ringraziare particolarmente l'intera famiglia degli Avvocati Pezone, Michele, Alfonso e Fabio, che hanno assistito validamente le associazioni per resistere al ricorso della Federcaccia. e gli attivisti del WWF Abruzzo, dal referente delle Guardie Claudio Allegrino al nostro referente in consulta regionale della caccia Augusto De Sanctis. Senza l'impegno appassionato di queste persone l'Abruzzo sarebbe ancora una terra in preda alla deregulation venatoria”.
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martedì 2 ottobre 2012
La Federcaccia chiede regole certe
Il Tribunale Amministrativo Regionale si esprimerà il prossimo 10 ottobre sul ricorso presentato dal Wwf e altre associazioni che ha portato alla sospensione della caccia per alcune specie e interdetto provvisoriamente la caccia nelle aree conosciute, con gli acronimi Patom, Zps e Sic, che rappresentano porzioni di territorio dove l’Europa invita le nazioni a tutelare gli habitat consentendo però tutte le attività umane, nessuna esclusa.
In merito al ricorso al Tar Federcaccia Abruzzo ha presentato opposizione “ad adiuvandum” a quella presentata dalla Regione Abruzzo. Federcaccia “punta ad arrivare a una definizione complessiva della materia affinché ogni anno non si ripresenti sempre la problematica che strumentalmente crea confusioni e incertezze in occasione dell’apertura della stagione. Siamo certi che il calendario di quest’anno è stato redatto in maniera corretta, tenendo conto di tutte le problematiche relative alle diverse specie. Siamo altrettanto certi che tra pochi giorni i cacciatori potranno tornare sul territorio abruzzese con l’attenzione di sempre salvaguardando gli habitat naturali”. Suggeriamo alla Regione Abruzzo- afferma detto il presidente regionale di Federcaccia Ermano Morelli – di intervenire presso il Tribunale amministrativo regionale perché intervenga affinché il Tar consenta di tornare a poter effettuare le attività di caccia nelle aree sopra citate in quanto anche il contenimento della presenza dei cinghiali favorisce in quelle zone la permanenza degli orsi che sono biologicamente più deboli nella competizione alimentare”.
“Tutte le problematiche che si creano ogni hanno– prosegue Ermano Morelli – devono, e possono, essere superate in via definitiva. Solo così si potrà avere una corretta gestione della caccia. Ciò si potrà ottenere con un deciso intervento dell’assessorato regionale affinché la legge regionale venga rispettata sotto ogni aspetto con tutti i soggetti interessati (Regione, Province e Ambiti territoriali di caccia) impegnati nell’attuazione degli specifici ruoli e competenze”.
Federcaccia non esclude, al termine di questa fase valutativa da parte del Tar, in caso di soluzione a favore dei cacciatori dell’intera questione, di rivalersi nei confronti di chi ha bloccato l’attività venatoria dopo che erano state versate le tasse necessarie, causando così un ulteriore danno di carattere economico a migliaia di abruzzesi.
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