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sabato 14 settembre 2013
Provincia: la rotazione dei dirigenti imposta anche dall’Autorità nazionale anticorruzione
Teramo. Due anni fa, con linee Guida adottate in Consiglio e modifica del proprio regolamento, la Provincia sancì il principio della rotazione dei dirigenti soprattutto per quei servizi e settori “sensibili” nei quali è alta la possibilità di abusi di posizione o dove la “concentrazione” di poteri per un lungo periodo di tempo in capo alla stessa persona aumenta il rischio di un distorto esercizio del potere a scapito di cittadini e imprese. Subito dopo, fu approvata la nuova dotazione organica con la riduzione e la rotazione dei dirigenti.
“Noi lo abbiamo fatto due anni fa e siamo stati impallinati da tutti, sindacati e opposizione, e praticamente perseguitati per questo: una scelta di civiltà che abbiamo pagato davvero cara – afferma il presidente Valter Catarra - oggi a sancire questi obblighi è l’Autorità nazionale anticorruzione che, nel suo ragionamento, ha seguito lo stesso schema e gli stessi principi richiamati nel nostro provvedimento: evitare concentrazioni di potere su singole persone all’interno di una organizzazione pubblica. Si può ben dire che abbiamo anticipato i tempi e che il provvedimento dell’Autorità restituisce a quelle decisioni la giusta dignità e collocazione. Dimostra anche un’altra cosa: che tutti i cambiamenti dentro la PA incontrano resistenze e generano enormi conflituallità non sempre giustificabili”.
Il Piano nazionale anticorruzione, approvato due giorni fa dalla Civit, prevede la rotazione ciclica di dirigenti e anche dipendenti per evitare “abusi di posizione”. Il provvedimento è stato salutato con favore dalle componenti di Governo e dalle associazioni (cittadini, sindacati etc etc) e viene presentato dalla stampa nazionale e specializzata come un vero e proprio salto di qualità nell’organizzazione della Pubblica amministrazione.
martedì 21 maggio 2013
Provincia: approvato il contratto integrativo della dirigenza
La Giunta ha approvato la pre intesa per il contratto integrativo della dirigenza: il fondo (voci accessorie del contratto per posizione e risultato) ammonta a 683 mila euro comprensivo sia dei compensi in favore dell’avvocato dirigente (derivanti da condanna alle spese della controparte) 130 mila euro; sia dei compensi legati all’attività di progettazione (art. 92 del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163) circa 16 mila euro.Il fondo è stato rideterminato sulla base delle direttive dell’Aran riguardo ai settori affidati ad interim (dirigenti incaricati di settori vacanti oltre quelli di cui si è titolari): anche questi, dice l’Aran, vanno compensati.
Nel corso del 2011 – specifica il direttore/generale dell’ente, Gianna Becci nel corpo della delibera – “vi è stata l’anomalia delle assegnazioni anche plurime ad interim ad uno stesso dirigente…una situazione che si è protratta anche nel 2012”.
Il Fondo, così costituito, risulta comunque inferiore di oltre 130 mila euro rispetto al 2009 (663 mila euro senza i compensi dell'avvocatura e senza le progettazioni) e si ridurrà ulteriormente nel 2012 arrivando a 485 mila euro.
I meccanismi di retribuzione dirigenziale, così come quella per gli altri dipendenti, sono fissati dal contratto nazionale e dalle norme e dai regolamenti della contrattazione decentrata.
“La volontà politica di questa amministrazione, in questi anni, è stata molto netta – dichiara il presidente Valter Catarra – abbiamo ridotto i dirigenti da 14 a 7; i costi della struttura dirigenziale, dal 2009, si sono dimezzati passando da 1 milione e 785 mila euro a 993 mila (costi lordi comprensivi di tutte le voci in uscita per l’amministrazione ndr). Anche il peso del Fondo sì è notevolmente ridotto in quanto, dopo l’ispezione da parte del Ministero delle Finanze, è stato rideterminato correttamente. Detto questo e ribadito il fatto che oggi noi abbiamo poco più della metà dei dirigenti a sovrintendere agli stessi settori, non c’è dubbio che nella Pubblica amministrazione ci sono degli automatismi che andrebbero riformati perché non adeguati né alla situazione storica che vive il Paese né alla condizione specifica in cui versano gli enti locali. Il cittadino è spesso di fronte a cifre e dati che paiono incomprensibili e magari inaccettabili ma che fotografano una situazione in alcuni casi paradossale perché mentre si tagliano i servizi ai cittadini non si interviene su meccanismi organizzativi e ordinamentali che renderebbero più equo il rapporto fra Stato e cittadino”.
venerdì 8 febbraio 2013
Due donne come nuovi dirigenti alla Questura di Teramo
Il Primo Dirigente della Polizia di Stato assegnato alla Questura di Teramo è la Dr.ssa Angela Altamura, 47 anni di Latina, il nuovo Dirigente della Divisione di Polizia Amministrativa, Sociale e dell’Immigrazione, sostituirà Dr. Alfredo D’Agostino trasferito ad altra sede. Laureata in giurisprudenza presso l’università “ La Sapienza” di Roma, è entrata nel ruolo dei Commissari della Polizia di Stato nel 1990. Al termine del corso di formazione è stata assegnata a Brescia alla Scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa. Dal gennaio del 2000 alla Questura di Ascoli Piceno ha diretto l’Ufficio Immigrazione e nel 2008 contemporaneamente quella Divisione di Polizia Amministrativa. Dall’ ottobre 2010 ha assunto l’incarico di Capo di Gabinetto della Questura Picena e negli ultimi due anni ha diretto contemporaneamente prima la Digos e poi la Divisione Polizia Anticrimine. Promossa primo dirigente della Polizia di Stato nel maggio 2012.
Anche all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha un nuovo Dirigente: è il Commissario Capo della Polizia di Stato Dr.ssa Miriam D’Anastasio, sposata, 32 anni di Pescara. Laureata in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Macerata, ha prestato servizio quale volontario in F.P. nell’esercito per un anno durante il quale ha conseguito, presso l’Università “La Sapienza” di Roma, un Master in “Criminologia, Security, Intelligence”.E’ entrata nel ruolo dei Commissari della Polizia di Stato nel 2009. Assegnata alla Questura di Lodi quale Dirigente dell’Ufficio Immigrazione, nel 2011 è stata trasferita alla Questura di Pavia ove ha diretto l’Ufficio del Personale e l’U.P.G.S.P.. Sostituisce qui a Teramo il Dr. Di Benedetto, trasferito ad altra sede.
giovedì 7 febbraio 2013
Teramo Lavoro: i dirigenti della Provincia si fanno da parte
Nessun dirigente dell'ente ha manifestato la disponibilità a ricoprire l'incarico di amministratore della società in house Teramo Lavoro. Questo il risultato dell'interpello ufficiale emanato dal direttore/segretario generale Gianna Becci. La Provincia, quindi, dovrà percorrere altre strade per garantire la governance della società la quale, a prescindere dalle decisioni che saranno assunte rispetto al suo futuro, deve compiere una serie di atti riguardanti la gestione in corso soprattutto in riferimento agli ex lavoratori.
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