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sabato 7 aprile 2012

SanStefar 120 lavoratori a rischio


Il presidente Catarra, insieme al consigliere provinciale Nicola Di Marco, ha ricevuto una delegazione di lavoratori dei cinque centri di riabilitazione SanStefar (ex gruppo Angelini) presenti in provincia di Teramo e rispettivamente ubicati nei comuni di Alba Adriatica, Atri, Roseto, Sant’Egidio e Teramo. La delegazione di lavoratori ha chiesto al Presidente un’azione istituzionale a tutela del futuro occupazionale degli operatori e delle prestazioni erogati dalla strutture ambulatoriali presenti sul territorio teramano, circa 20 mila l’anno.
I lavoratori attendono con preoccupazione l’esito dell’appello al Consiglio di Stato, che il 13 aprile prossimo deciderà del futuro occupazionale che nel Teramano riguarda 120 operatori (978 a livello regionale), dopo che il TAR dell’Aquila, in primo grado e su ricorso dell’Aiop Regionale, ha dichiarato l’illegittimità degli accreditamenti alle strutture sanitarie facenti parte dell’ex “Gruppo Angelini”.
Una decisione assunta sulla base di una legge (la L.R. 32, art. 7) che si proponeva la tutela dei lavoratori ma che ora rischia paradossalmente di ritorcersi contro proprio contro gli stessi. Della vicenda si sono occupate anche le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil che stanno sensibilizzando le istituzioni locali.
“A destare preoccupazione – spiega Catarra – è il futuro di questi dipendenti e dei servizi essenziali, che quotidianamente vengono assicurati. Mi sono assunto l’impegno di parlare con i Sindaci dei Comuni interessati e con il Presidente regionale Chiodi. Si tratta di una vicenda molto complessa e dobbiamo attendere la sentenza del Consiglio di Stato per capire quale sia la maniera più giusta per assicurare continuità ai servizi e mantenere i livelli di occupazione in un quadro rispettoso delle norme e delle regole”.
“Ci siamo rivolti al presidente Catarra – dichiarano in una nota i lavoratori, riunitisi in un Comitato spontaneo – per chiedergli di sostenere una causa che riguarda molti lavoratori e tantissimi pazienti residenti nel territorio provinciale, ai quali viene erogata assistenza in forma ambulatoriale, domiciliare ed extramurale per un totale di 20mila trattamenti annui. Dopo le note vicende che hanno travolto i lavoratori dell’ex gruppo Angelini, negli ultimi due anni, con l’avvento della nuova gestione di Villa Pini e dei Centri SanStefAR, abbiamo concentrato tutte le nostre risorse professionali e umane nella riorganizzazione e nell’ammodernamento delle strutture ospedaliere e ambulatoriali, restituendo loro, anche con la forza dell’organizzazione del Policlinico Abano Terme, il rispetto e la fiducia dei pazienti e della comunità medico-scientifica”. La gestione delle strutture, conclusa la fase Angelini, è affidata infatti dall’ottobre 2010 al Policlinico Abano Terme.

venerdì 6 aprile 2012


LINK CONSIGLIATO:

UOMO/AMBIENTE ORGANICO: IL MICRO MACROCOSMO SURREALISTA DI THOMAS W. BOSSERT

IN

Gotico-Visionaria

http://goticovisionaria.blogspot.it/2012/04/uomoambiente-organico-il-micro.html


Tracce: mostra fotografica


"Tracce" è il titolo della mostra fotografica allestita all'Image foto studio dl Giampiero Marcocci.
Sarà inaugurata Sabato 7 Aprile a partire dalle ore 18 la selezione delle immagini realizzate dagli allievi del 2° Corso di Fotografia tenutosi negli ultimi mesi dal fotografo teramano Giampiero Marcocci.
Tracce del nostro passaggio, della nostra esistenza fissate dall'obiettivo della macchina fotografica degli autori che sono Alessio Di Battista, Antonio Di Salvatore, Bianca Flagnani, Gabriella De Pompa, Giacomo Di Domenico, Italo Taraschi, Mirko Spinozzi, Scilla Di Domenico, Daniela Verni, Yuliya Samonenko, Cristian Di Diomete, Monia Alessandrini, Sonia Guardiani, Sara Di Leonardo, Veronica Targa.
La mostra rimarrà aperta fino al 21 Aprile e sarà visibile dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19,30.

giovedì 5 aprile 2012

La Questura ritrova le anfore rubate in Provincia


Sono state riconsegnate ufficialmente al presidente Valter Catarra, questa mattina, dal questore Amalia Di Ruocco le due anfore castellane (periodo 1930/1940) trafugate dalla sala consiliare della Provincia.
A rinvenire le opere d’arte, sotto un pilone in Contrada Carapollo, a Teramo, ieri pomeriggio, è stata una pattuglia della Polizia durante un normale giro di sorveglianza; erano dentro due buste nere della spazzatura che hanno attirato l’attenzione degli uomini della Volante. Insieme alle anfore, dal Palazzo di via Milli, sono spariti anche un quadro di Celommi, una statuetta in bronzo attribuita a Morganti e due quadri di Salvatore Fumo. Una sparizione sulla quale sono in corso le indagini dei Carabinieri che hanno raccolto la denuncia dell’ente.
Il presidente Catarra, stamattina, accompagnato dal vicepresidente Renato Rasicci - che per primo aveva segnalato la sparizione di due quadri e delle anfore nella sala consiliare mentre poi è stato lo stesso Presidente a rilevare la mancanza del Celommi e della statuetta collocati nella sua stanza – ha ringraziato le Forze dell’Ordine sottolineando che “la tempestività di questo primo ritrovamento rassicura non solo noi ma tutti i cittadini sulla qualità dei servizi di vigilanza e sicurezza delle nostre Forze dell’Ordine”. Una sottolineatura che ha voluto fare anche il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, presente all’incontro
Il Presidente ha quindi rivolto un appello “i beni pubblici sono dei cittadini, le istituzioni sono la casa dei cittadini e mi auguro che chi ha commesso questo delitto contro la comunità si ravveda e ci faccia ritrovare anche gli altri pezzi”.

Giulianova: Presentata la XIV Settimana della Cultura




E' stata presentata stamane in conferenza stampa dall'assessore alle Manifestazioni Nadia Ranalli, nell'occasione affiancata dalla collega Nausicaa Cameli, dal consigliere incaricato al Centro storico Alessandro Giorgini e dal funzionario dell'Ufficio manifestazioni Ludovico Raimondi, la XIV Settimana della Cultura. “Si sa, stiamo vivendo una fase economicamente molto difficile”, ha detto Ranalli, “e quindi bisogna ingegnarsi moltissimo per assicurare l'offerta culturale, comunque necessaria perché fondamentale nella crescita collettiva. Mi conforta il fatto che abbiamo ricevuto grande collaborazione dalle associazioni, alle quali va naturalmente la nostra gratitudine, ciò che ci ha consentito di adunare una serie nutrita di eventi ed appuntamenti per questa XIV Settimana della Cultura”.
Questi, nel dettaglio, gli appuntamenti previsti dal 14 al 22 aprile.
Sabato 14 aprile
ore 10/20. Acqualuce. Colori della Tradizione. Corso Garibaldi. A cura del Circolo “Il Nome della Rosa”.
Ore 18. Presentazione 31^ rivista “Madonna dello Splendore” (Cripta San Flaviano)
Ore 21. Goran Kuzminac in concerto. Kursaal.
Ore 21,30. “Cavern Club paly Beatles”. Musica presso il Circolo “Il Nome della Rosa”.
Domenica 15 aprile
ore 21,30. Concerto aperitivo con gli Swollenchek. Presso il Circolo “Il Nome della Rosa”.
Giovedì 19 aprile
Ore 21. Teatro. I granelli fanno fortezza, a cura della Compagnia dei Merli Bianchi. Sottobelvedere.
Ore 21,30. Apertura mostra fotografica I paesaggi in (naturale), presso il Circolo “Il Nome della Rosa”.
Venerdì 20 aprile
Ore 10 e 17. Presentazione del libro Fratelli comuni. Sottobelvedere.
Ore 21,30. Saggistica. Morire per Danzica, presso il Circolo “Il Nome della Rosa”.
Ore 22,30. Concerto del cantante “Il Cane” (Matteo Dainese), presso l'Officina di Piazza Dante.
Sabato 21 aprile
Ore 21.30. “Corde vellutate”. Massimo Di Gaetano alla chitarra classica, presso il Circolo “Il Nome della Rosa”.
Domenica 22 aprile
Ore 17. Concerto di musica classica barocca, presso la chiesa della Misericordia, promosso da Italia Nostra Giulianova e F.A.I. Di Teramo.
MOSTRE
Dall' 11 al 26 aprile – ore 10,30-12,30 16,30/19,30
Mostra Itinerante “Papa Giovanni Paolo II. Il Papa che ha cambiato la storia” (Museo d'Arte dello Splendore).
14 aprile – ore 21
Livio Gentili e Umberto Rorbo con “Live Painting”. Officina di Piazza Dante
dal 20 al 29 aprile – ore 17/20
Mostra “Credere la luce: per una nuova iconografia della madonna dello Splendore” (Museo d'Arte dello Splendore).
INCONTRI
dal 16 al 20 aprile – ore 16.
“Vero come i veri”. Il libro dei libri negli esemplari in fac-simile. (Biblioteca “P. Serafino Colangeli” - Centro culturale San Francesco della Piccola Opera Charitas). Prenotazioni e info: 085- 802.32.227.
MUSEI.
Apertura Domenica 15 e sabato 21 aprile dalle ore 9,30 alle 12,30 e dalle ore 19 alle 19. Domenica 22 aprile dalle ore 10 alle 12. Ingresso libero.
Gipsoteca Pagliaccetti e Cappella De Bartolomei (Piazza della Libertà)
Museo Archeologico (via del Popolo). In collaborazione con la sezione di Giulianova dell'Archeoclub
Parco Archeologico di Bivio Bellocchio. In collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Chieti e con la supervisione dell'archeologo Glauco Angeletti e del collaboratore per i beni archeologici del Comune di Giulianova Marco Marà.
Casa Museo Gaetano Braga (Corso Garibaldi). A cura dell'Associazione Musicale “G. Braga”. Apertura: domenica 15, sabato 21 e domenica 22 aprile, dalle ore 16,30 alle 19,30. Ingresso libero.
Per visite delle scolaresche, il Museo Archeologico e il Parco Archeologico di Bivio Bellocchio sono disponibili anche da lunedì 16 a sabato 21 con orario 10-12. Per le prenotazioni Ufficio Cultura del Comune (tel. 085- 91.89.856).

URLO di Allen Ginsberg



I
Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla follia, morir di fame isteriche nude,
trascinandosi per le strade negre all'alba in cerca di una dose rabbiosa,
hippie dalla testa d'angelo bruciare per l'antica paradisiaca connessione alla dinamo celeste nel macchinario della notte,
che la povertà e gli stracci e gli sguardi spenti e lo sballo innalzarono fumando nella sovrannaturale oscurità di appartamenti ad acqua fredda galleggiando oltre le vette di città contemplando il jazz,
che mostrarono i loro cervelli spogli al Paradiso sotto l'El e videro angeli Maomettani barcollare sui tetti dei condomini illuminati,
che attraversarono università con occhi freddi raggianti allucinando l'Arkansas e la tragedia della luce di Blake in mezzo ai dottori della guerra,
che furono espulsi dalle accademie per pubblicare odi oscene e pazze sulle finestre del cranio,
che si rannicchiarono in stanze non rasate in mutande, bruciando i loro soldi nel cestino ed ascoltando il Terrore oltre la parete,
che furono beccati nelle loro barbe pubiche a Laredo tornando con una cintura di marijuana per New York,
che mangiarono fuoco in hotel di vernice o bevvero acquaragia a Paradise Alley, la morte, o purgarono i loro torsi notte dopo notte
con sogni, con droghe, con incubi ad occhi aperti, alcool e cazzo e palle infinite,
incomparabili strade cieche di lampo e nube vibrante nella mente saltando verso i poli di Canada e Paterson, illuminando tutto l'immobile mondo del Frattempo,
solidità di Peyote di saloni, albe cimiteriali da albero verde del giardino posteriore, ubriachezza da vino sui tetti, quartieri da vetrina di semafori lampeggianti al neon di auto rubate da sfattoni, vibrazioni d'albero e sole e luna nei ruggenti crepuscoli invernali di Brooklyn, castronerie da posacenere e gentile re luce della mente,
che si incatenarono alla metro per la corsa infinita da Battery al sacro Bronx fatti di benzedrina finché il rumore di ruote e bambini li faceva cadere vibrando con le bocche crollate e picchiati privi di cervello prosciugati del talento nella deprimente luce di Zoo,
che affondarono tutta la notte nella luce sottomarina di Bickford usciti galleggiando e sedettero tutto il pomeriggio di birra stantia nella desolazione di Fugazzi, ascoltando lo scricchiolio del destino al jukebox all'idrogeno,
che parlarono continuamente per settanta ore da parco a casa a bar a Bellevue a museo al Ponte di Brooklyn,
un battaglione perduto di conversatori platonici saltando giù dalla predella di porte anti-incendio da davanzali dell'Empire State fuori dalla luna,
chiacchiericciando gridando vomitando sussurrando fatti e ricordi ed aneddoti e calci nelle pupille e shock di ospedali e prigioni e guerre,
interi intelletti evacuati in perfetta rimembranza per sette giorni e notti con occhi brillanti, carne per la Sinagoga gettata sulla strada,
che svanirono nel nulla Zen New Jersey lasciando una scia di ambigue cartoline dell'Atlantic City Hall,
soffrendo febbri orientali e trita-ossa di Tangeri ed emicranie della Cina in crisi d'astinenza nella stanza senza mobili di Newark,
che vagarono e vagarono a mezzanotte lungo i binari chiedendosi dove andare, ed andarono, senza lasciare cuori spezzati,
che accesero sigarette in vagoni merci vagoni merci vagoni merci baccagliando nella neve verso fattorie solitarie nella notte nonna,
che studiarono Plotino Poe San Giovanni della Croce telepatia e cabala bop perché i cosmi vibravano istintivamente sotto i loro piedi in Kansas,
che vagarono solitari per le strade dell'Idaho cercando angeli indiani visionari che fossero angeli indiani visionari,
che pensarono di essere solo pazzi quando Baltimora luccicò in un'estasi sovrannaturale,
che saltarono in limousine col Cinese di Oklahoma dietro l'impulso della pioggia di paese da lampione di mezzanotte invernale,
che si sdraiarono affamati e solitari per Houston cercando jazz o sesso o zuppa, e seguirono lo Spagnolo brillante per disquisire di America ed Eternità, un'impresa disperata, e così si imbarcarono per l'Africa,
che sparirono nei vulcani del Messico lasciandosi alle spalle nient'altro che l'ombra di salopette e la lava e cenere di poesia sparsa nella Chicago focolare,
che riapparvero nella West Coast investigando l'FBI in barbe e short con grandi occhi pacifisti sexy nella loro pelle scura distribuendo foglietti incomprensibili,
che si marchiarono le braccia con le sigarette protestando contro la narcotica foschia tabagista del Capitalismo,
che distribuirono volantini Supercomunisti in Union Square piangendo e spogliandosi mentre le sirene di Los Alamos li abbatterono urlando, e urlando abbatterono Wall, e anche il traghetto di Staten Island urlava,
che ruppero in pianto in palestre bianche nudi e tremando di fronte al macchinario di altri scheletri,
che morsero sul collo investigatori e strillarono di piacere nelle volanti per non aver commesso altro crimine se non la loro selvaggia pederastia culinaria ed intossicazione,
che urlarono in ginocchio nella metro e furono trascinati giù dal tetto sventolando genitali e manoscritti,
che si lasciarono far fare il culo da santi motociclisti, e strillarono di piacere,
che succhiarono e si fecero succhiare da quei serafini umani, i marinai, carezze d'amore Atlantico e Caraibico,
che chiavarono di mattina di sera in giardini di rose e l'erba di parchi pubblici e cimiteri spargendo il loro sperma liberamente a chiunque venisse,
che singhiozzarono senza sosta cercando di sghignazzare ma finirono col piangere dietro un separé in un Bagno Turco quando l'angelo biondo e nudo venne a trafiggerli con una spada,
che persero i loro amanti per le tre vecchie arpie del fato l'arpia orba del dollaro eterosessuale l'arpia orba che ammicca fuori dal ventre e l'arpia orba che fa nient'altro che star seduta sul culo e taglia i fili d'oro intellettuali del telaio dell'artigiano,
che copularono estatici e non satolli con una bottiglia di birra un cuoricino un pacchetto di sigarette una candela e caddero dal letto, e continuarono sul pavimento e giù per la sala e finirono svenuti sul muro con una visione della figa suprema e vennero eludendo l'ultima sborrata di coscienza,
che addolcirono le fesse di un milione di ragazze che tremavano al tramonto, ed avevano gli occhi rossi al mattino ma si prepararono ad addolcire la fessa dell'alba, chiappe lampanti sotto i granai e nude nel lago,
che uscirono a troieggiare per il Colorado in miriadi di auto notturne rubate, N.C., eroe segreto di queste poesie, cazzaro ed Adone di Denver - gioiamo al ricordo delle sue innumerevoli chiavate con ragazze in parcheggi vuoti e cortili di tavole calde, file cadenti di cinematografi, in caverne sulle vette dei monti o con cameriere secche nei sollevamenti di panciotti solitari familiari lungo le strade e specialmente nei solipsismi segreti di gabinetti di benzinai, e anche in vialetti di paese,
che si spensero in vasti sordidi film, furono cambiati in sogni, si svegliarono in un'improvvisa Manhattan, e si alzarono fuori dai postumi da sbornia di sotterranei con Tokay senza cuore ed orrori dei sogni ferrei della Terza Strada ed inciamparono agli uffici di collocamento,
che camminarono tutta la notte con le scarpe piene di sangue sui moli di neve ammucchiata aspettando che una porta ad East River si aprisse su una stanza piena di vapore caldo ed oppio,
che crearono grandi drammi suicidi sugli appartamenti a strapiombo sull'Hudson sotto il faro blu bellico della luna e le loro teste saranno coronate d'alloro nell'oblio,
che mangiarono lo stufato d'agnello dell'immaginazione o digerirono il granchio sul fondo fangoso dei fiumi di Bowery,
che piansero per il romanticismo delle strade con i carrelli pieni di cipolle e brutta musica,
che si sedettero in scatole respirando al buio sotto il ponte, e si alzarono per costruire clavicembali in soffitta,
che tossirono al sesto piano di Harlem coronati dalle fiamme sotto il cielo tubercolotico circondati da casse arancioni di teologia,
che scribacchiarono tutta la notte dondolandosi e rotolandosi su incantesimi elevati che nella mattina gialla erano strofe di stupidaggini,
che cucinarono animali marci polmone cuore zampe coda borsht e tortillas sognando il puro regno vegetale,
che si gettarono sotto camion di carne alla ricerca di un uovo,
che buttarono i loro orologi dal tetto per dare il loro voto all'Eternità fuori dal Tempo, e sveglie caddero loro in testa ogni giorno per la decade successiva,
che si tagliarono i polsi tre volte di seguito senza successo, si arresero e furono spinti ad aprire negozi d'antiquariato dove pensarono di stare invecchiando e piansero,
che furono bruciati vivi nei loro innocenti abiti di flanella in Madison Avenue tra esplosioni di versi plumbei e lo scalpitio intanicato dei reggimenti ferrei della moda ed gli strilli alla nitroglicerina delle checche della pubblicità ed il gas mostarda di sinistri editori intelligenti, o furono investiti dai taxi ubriachi della Realtà Assoluta,
che saltarono dal Ponte di Brooklyn questo è successo davvero e se ne andarono camminando ignoti e dimenticati nello spettrale caos di camion dei pompieri e vialetti alla zuppa di Chinatown, nemmeno una birra libera,
che cantarono dalle loro finestre disperati, caddero dal finestrino della metro, saltarono nel lurido Passaic, balzarono su negri, piansero per tutta la strada, ballarono su bottiglie di vino rotte scalzi spaccarono dischi da grammofono di nostalgico jazz europeo anni '30 tedesco finirono il whiskey e sboccarono gridando nel water insanguinato, urla nelle orecchie e l'esplosione di colossali fischi di vapore,
che corsero giù per le autostrade del passato viaggiando l'uno verso l'occhiata di Golgota-bolide solitudine-prigione dell'altro o l'incarnazione jazz di Birmingham,
che guidarono attraverso la campagna settantadue ore per scoprire se io avevo avuto una visione o tu avevi avuto una visione o lui aveva avuto una visione per scoprire l'Eternità,
che viaggiarono per Denver, che morirono a Denver, che tornarono a Denver ed attesero invano, che badarono Denver e si preoccuparono e rimasero soli a Denver ed infine se ne andarono per scoprire il Tempo, ed ora Denver è solatia per i suoi eroi,
che caddero in ginocchio in cattedrali disperate pregando l'uno per la salvezza e la luce ed il petto dell'altro, finché all'anima si illuminarono i capelli per un secondo,
che si scontrarono nelle loro menti in prigione aspettando criminali impossibili con teste d'oro ed il fascino della realtà nel cuore che cantassero dolci blues ad Alcatraz,
che si ritirarono in Messico per coltivare un'abitudine, o Rocky Mount per il tenero Buddha o Tangeri per i ragazzi o il Sud Pacifico per la locomotiva nera o Harvard per Narciso per Woodlawn per la collana di margherite o la tomba,
che richiesero l'accertamento della salute psichica accusando la radio di ipnotismo e furono lasciati con la loro instabilità psichica e le loro mani ed una giuria discorde,
che lanciarono insalata di patate ai conferenzieri su Dadaismo della CCNY ed in seguito si presentarono sui gradini di granito del manicomio con le teste rasate e un arlecchinesco discorso sul suicidio, richiedendo lobotomia istantanea,
e che invece ricevettero il concreto nulla di insulina Metrazol elettricità idroterapia psicoterapia terapia occupazionale pingpong ed amnesia,
che in una protesta seriosa rovesciarono solo un tavolo da pingpong simbolico, riposandosi brevemente in catatonia,
tornando anni dopo veramente calvi tranne che per un toupet di sangue, e lacrime e dita, al pazzo destino visibile dei quartieri dei pazzi paesi dell'Oriente,
fetidi saloni di Pilgrim State di Rockland e di Greystone, bisticciando con gli echi dell'anima, dondolando e rotolandosi nei dolmen-reami dell'amore di solitudine-panchina di mezzanotte, sogno della vita un incubo, corpi fatti pietra pesanti come la luna,
con una madre finalmente *******, e l'ultimo fantastico libro lanciato dalla finestra condominiale, e l'ultima porta chiusa alle 4 di notte e l'ultimo telefono tirato contro il muro in risposta e l'ultima stanza ammobiliata sgomberata fino all'ultimo mobile mentale, una rosa di carta gialla attorcigliata su un appendiabiti di filo nell'armadio, e perfino quell'immaginario, null'altro che uno speranzoso pezzetto d'allucinazione
ah, Carl, finché non sei al sicuro io non sono al sicuro, ed ora sei davvero nella totale zuppa animale del tempo,
e che pertanto corsero per le strade ghiacciate ossessionati da un improvviso lampo dell'alchimia dell'uso dell'ellissi il catalogo il metro ed il piano vibrante,
che sognarono e fecero divari incarnati nel Tempo e nello Spazio attraverso immagini giustapposte, ed intrappolarono l'arcangelo dell'anima tra 2 immagini visive ed unirono i verbi elementari ed unirono il nome ed un briciolo di coscienza saltando con la sensazione di Pater Omnipotens Aeterna Deus
per ricreare la sintassi e la misura della povera prosa umana e starvi davanti senza parole ed intelligenti e tremanti di vergogna, rifiutati benché confessando l'anima per conformarsi al ritmo di pensiero nella sua testa spoglia ed infinita,
il barbone pazzo ed angelo batté in Tempo, ignoto, e comunque fece crollare qui ciò che dovrebbe essere rimasto da dire nel tempo giunto dopo la morte,
e si sollevò reincarnato nei panni spettrali del jazz nell'ombra del corno dorato della band e soffiò la sofferenza della mente nuda d'America per amore in un grido di sassofono eli eli lamma lamma sabachtani che scosse le città fino all'ultima radio
con il cuore assoluto della poesia della vita squartato dai loro stessi corpi buono da mangiare mille anni.
II

Quale sfinge di cemento ed alluminio scoperchiò loro i crani e divorò i loro cervelli e l'immaginazione?
Moloch! Solitudine! Sporcizia! Bruttezza! Posacenere ed inottenibili dollari! Bambini urlanti sotto le scale! Ragazzi singhiozzanti negli eserciti! Vecchi piangenti nei parchi!
Moloch! Moloch! Incubo di Moloch! Moloch senza amore! Moloch mentale! Moloch il pesante giudicatore degli uomini!
Moloch l'incomprensibile prigione! Moloch la carcere senz'anima tibie incrociate e Congresso di dolori! Moloch le cui costruzioni sono giudizio! Moloch l'ampia pietra della guerra! Moloch i governi sbigottiti!
Moloch la cui mente è pura macchinazione! Moloch il cui sangue è moneta corrente! Moloch le cui dita sono dieci eserciti! Moloch il cui petto è una dinamo cannibale! Moloch il cui orecchio è una tomba fumante!
Moloch i cui occhi sono mille finestre cieche! Moloch i cui grattacieli stanno nelle lunghe strade come infiniti Geova! Moloch le cui fabbriche sognano e gracchiano nella nebbia! Moloch le cui ciminiere ed antenne coronano le città!
Moloch il cui amore è pietra ed olio infinito! Moloch la cui anima è elettricità e banche! Moloch la cui povertà è lo spettro del genio! Moloch il cui fato è una nuvola di idrogeno senza sesso! Moloch il cui nome è nella Mente!
Moloch in cui siedo solitario! Moloch in cui sogno Angeli! Pazzo a Moloch! Pompinaro a Moloch! Senza amore né uomo a Moloch!
Moloch che mi è entrato nell'anima presto! Moloch in cui sono una coscienza senza un corpo! Moloch che mi ha spaventato fuori dalla mia estasi naturale! Moloch che abbandono! Sveglia a Moloch! Luce che scorre fuori dal cielo!
Moloch! Moloch! Appartamenti robot! sobborghi invisibili! tesorerie scheletriche! capitali ciechi! industrie demoniache! nazioni spettrali! manicomi invincibili! cazzi granitici! bombe mostruose!
Si spezzarono le schiene sollevando Moloch fino in Paradiso! Strade, alberi, radio, tonnellate! sollevando la città fino in Paradiso che esiste ed è ovunque attorno a noi!
Visioni! presagi! allucinazioni! miracoli! estasi! giù per il fiume americano!
Sogni! adorazioni! illuminazioni! religioni! l'intera vagonata delle stronzate sensibili!
Passi avanti! sul fiume! svolte e crocefissioni! giù per la piena! Sballi! Epifanie! Disperazioni! Dieci anni di grida animali e suicidi! Menti! Nuovi amori! Generazione folle! giù per le rocce del Tempo!
Vera sacra risata nel fiume! Hanno visto tutto! gli occhi selvaggi! le sacre urla! Dissero addio! Saltarono dal tetto! nella solitudine! salutando! portando fiori! Giù per il fiume! nella strada!
III

Carl Solomon! Sono con te a Rockland
dove sei più matto di me
Sono con te a Rockland
dove devi sentirti stranissimo
Sono con te a Rockland
dove imiti l'ombra di mia madre
Sono con te a Rockland
dove hai assassinato le tue dodici segretarie
Sono con te a Rockland
dove ridi per questo umorismo invisibile
Sono con te a Rockland
dove siamo grandi scrittori sulla stessa spaventosa macchina da scrivere
Sono con te a Rockland
dove la tua condizione è diventata seria ed è riportata alla radio
Sono con te a Rockland
dove le facoltà del cranio non ammettono più i vermi dei sensi
Sono con te a Rockland
dove bevi il te dei seni delle zitelle di Utica
Sono con te a Rockland
dove sberleffi i corpi delle tue infermiere le arpie del Bronx
Sono con te a Rockland
dove urli con la camicia di forza che stai perdendo la partita del vero pingpong dell'abisso
Sono con te a Rockland
dove picchi sul piano catatonico che l'anima è innocente ed immortale non dovrebbe mai morire senza dio in un manicomio armato
Sono con te a Rockland
dove altri cinquanta shock non faranno mai tornare la tua anima al suo corpo dal suo pellegrinaggio ad una croce nel nulla
Sono con te a Rockland
dove accusi i tuoi dottori di pazzia ed ordisci la rivoluzione socialista ebraica contro il Golgota fascista nazionale
Sono con te a Rockland
dove dividerai i cieli di Long Island e resusciterai il tuo vivente Gesù umano dalla tomba sovrumana
Sono con te a Rockland
dove ci sono venticinquemila compagni pazzi che cantano tutti insieme le ultime strofe dell'Internazionale
Sono con te a Rockland
dove abbracciamo e baciamo gli Stati Uniti sotto le lenzuola gli Stati Uniti che tossiscono tutta la notte e non ci lasciano dormire
Sono con te a Rockland
dove ci svegliamo dal coma elettrizzati dagli aeroplani delle nostre stesse anime che rombano sopra i tetti sono venuti a lanciare bombe angeliche l'ospedale si illumina crollano muri immaginari oh magre legioni corrono fuori oh stellato shock di pietà l'eterna guerra è qui oh vittoria dimenticati la biancheria siamo liberi
Sono con te a Rockland
nei miei sogni cammini sgocciolando da una crociera sull'autostrada attraverso l'America in lacrime fino alla porta del mio casolare nella notte occidentale.
Allen Ginsberg (3 giugno 1926- 5 aprile 1997)

mercoledì 4 aprile 2012

Il Maggio delle Virtù teramane


Tra le diverse eccellenze gastronomiche che caratterizzano la tradizione culinaria della nostra provincia, un posto di assoluto rilievo è riservato alle “Virtù teramane”, piatto tipico della tradizione familiare teramana che, più degli altri, riesce ad attrarre l’interesse di una molteplicità di buongustai provenienti da oltre i confini provinciali e regionali.
E’ noto infatti, che a ridosso della ricorrenza del 1° maggio nella stragrande maggioranza delle famiglie teramane fervono i preparativi per la preparazione di questo piatto; cosa meno nota, ma in progressiva crescita, è l’attrazione turistica connessa alla degustazione della pietanza nei ristoranti teramani nel giorni a ridosso del primo maggio.
Mentre negli anni passati il fenomeno era esclusivamente concentrato nella giornata del 1° maggio, da alcuni anni, alcuni ristoranti teramani propongono la pietanza nei loro menù per più giorni, in considerazione della notevole richiesta da parte di clienti provenienti dalle più disparate province d’Italia.
Le “Virtù teramane” sono state inserite nel corso del 2011, in occasione della undicesima revisione, nell’Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (GU n. 159 del 11/07/2011), a testimoniare il forte radicamento di questo piatto nella tradizione enogastronomica locale.
La Camera di Commercio di Teramo, in collaborazione con l’Associazione dei Ristoratori Teramani (ART), intende realizzare un progetto di promozione con la finalità di qualificare la tradizione delle “Virtù teramane” del 1° maggio, in un evento di rilievo interregionale che si sviluppa in un intervallo temporale di circa 30 giorni, con un format che integra diverse iniziative di tipo gastronomico, legate alla degustazione della pietanza, culturali e turistiche.
In estrema sintesi l’obiettivo è quello di “allungare” il periodo durante il quale i clienti/turisti possono degustare presso i ristoranti della provincia la pietanza: non più solo nel week end del primo maggio ma durante tutti i fine settimana del mese di maggio.
Il progetto prevede l’adesione volontaria e gratuita dei ristoranti all’iniziativa, i quali si impegneranno a rispettare il Disciplinare di preparazione del piatto - predisposto nel 2011 dal Comitato di valorizzazione delle “Virtù teramane” promosso dall’ART - ed inoltre dovranno proporre nel proprio menù la pietanza in tutti i fine settimana del mese di maggio.
A fronte di tale impegno i ristoranti aderenti riceveranno una vetrofania con un logo identificativo del progetto da apporre sull’ingresso del ristorante, che servirà ai clienti/turisti per identificare gli esercizi che costituiscono la rete e che seguono, nella preparazione, le indicazioni del Disciplinare. Inoltre l’elenco dei ristoranti aderenti sarà inserito in tutti gli strumenti di comunicazione che saranno realizzati (depliant, manifesti, comunicati stampa e tv, internet, ecc.).
La Camera di Commercio di Teramo svilupperà un piano di comunicazione e promozione pubblicitaria dell’iniziativa nelle province e regioni limitrofe.